Il festival delle letterature chiude nel nome della poesia

L’epilogo del Festival internazionale Letterature è piuttosto un inizio. La settima edizione della manifestazione si chiude infatti all’insegna della poesia, per la prima volta e con la promessa da parte dell’ideatrice della kermesse e responsabile della Casa delle Letterature Maria Ida Gaeta che «seguiranno altri appuntamenti con i poeti». Questa sera sul palco della Basilica di Massenzio (clivo di Venere Felice ore 21, ingresso libero, info 060608) saliranno otto autori: Valerio Magrelli, Patrizia Cavalli, Franco Loi, Patrizia Valduga, Antonella Anedda, Valentino Zeichen, Milo De Angelis e Silvia Bre. E in video, anche due maestri come Andrea Zanzotto e Alda Merini. Accompagnato da Enrico Pieranunzi al pianoforte, ciascuno leggerà un componimento inedito pensato per il festival (di 60-80 versi) e sul tema di quest’anno («parola, silenzio»). «Quando a leggere non è un attore ma chi li ha composti è diverso - osserva Marisa Zanzotto, moglie del celebre poeta e scrittore -. Per quanto bravo, un attore non riesce a fare propria la semplicità dei versi. Il suono, la mimica e l’atteggiamento di chi declama, poi, aiutano a percepire il testo anche se è in un’altra lingua o in un dialetto che non si conosce».
I versi di Loi, in particolare, saranno in milanese, mentre sarà familiare a chi è sardo la lettura proposta da Anedda, da sempre divisa tra Roma, dove è nata, e la Sardegna. «La mia è una meditazione sul luogo che da sette anni ospita il festival - anticipa Silvia Bre, che leggerà per ultima -. Sono versi sollecitati proprio dal paesaggio, dalle rovine di Massenzio». «Non scrivevo da quattro anni - rivela la trevigiana Valduga - e devo al festival se ho rotto il silenzio rielaborando alcune quartine. Ricordo la mia prima lettura in pubblico: è stata proprio a Roma, all’università. C’era una folla tale che mi sono sentita male e ho dimenticato tutto». La poesia, secondo Loi la risposta a quella «ricerca di senso» che domina la contemporaneità, sembra dunque il modo migliore per suggellare il festival dedicato alla letteratura e ai suoi protagonisti. «Scrivere - conclude Loi - è una scoperta di noi stessi. Che sia poesia o narrativa, esprime ciò che il nostro mondo interiore raccoglie, tutto quello che in noi si accumula senza che ne abbiamo consapevolezza».