«Festival delle lettere», solo se scritte a penna

Duemila persone hanno risposto a un concorso letterario. Si chiama «Festival delle Lettere», è alla sua terza edizione e decreterà i vincitori dopodomani. Fin qui nulla di strano: i festival pullulano nel Bel Paese e anche i racconti nel cassetto. Anomalo invece è che questo festival sia dedicato ad un genere, la lettera, considerato fuori moda e che chi vi partecipi non debba accendere il pc, ma prendere in mano carta e penna.
L'idea è dell'associazione culturale 365 gradi, un vivace gruppetto di Cernusco sul Naviglio che dalle porte di Milano è riuscito a imporre in tutta la penisola il primo festival italiano sul mondo epistolare: accanto ai tanti lombardi, i partecipanti parlano i dialetti di tutte le regioni d'Italia.
Nessun limite anche per l'età, come dimostra Paolo Crippa, 9 anni, che da Cernusco ha scritto una lettera allo Stregosauro, un dinosauro molto particolare, talmente bella che gli organizzatori ne hanno fatto un cartoon che sarà proiettato durante la premiazione del concorso (sabato prossimo, al teatro Dal Verme, alle 16: ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, tel. 346.2322427).
Nel corso dell'evento, la giuria presieduta da Rosellina Archinto darà spazio agli scritti più divertenti sul tema di quest'anno, ossia «Lettera al genio della lampada». C'è chi, come Stefano Mauri, scrive un'appassionata missiva all'avvocato Gianni Agnelli, cui chiede di intercedere per le sorti della squadra bianconera: «Scusi il disturbo, mentre le arriva questa lettera virtuale, magari è impiegato in una disquisizione calcistica con Gaetano Scirea, il dottor Peppino Prisco, suo fratello Umberto, Omar Sivori e quel finto burbero guascone Franco Scoglio». O chi, come Imma Perna, s'inventa la protesta del Principe Azzurro: «Se proprio devo dirla tutta, a me sono sempre piaciuti i cardigan, quelli colorati, con le scritte tipo Yale e i numeri grandi. E invece mi è toccata d'ufficio la tutina attillata, il cappello piumato e il mantello».
Qualcuno ha invece intinto la penna nei ricordi (spesso dolorosi) della propria vita, altri hanno aperto i bauli di casa e partecipato ad una sezione del concorso dedicata alle lettere dal cassetto: qui saranno premiati cimeli di famiglia, bigliettini nei portafogli, missive mandate dal fronte della Grande Guerra, una corrispondenza tra due bimbi che anni dopo sarebbero diventati marito e moglie e persino una lettera spedita e arrivata trenta anni dopo. Al Dal Verme sarà poi lanciato il progetto «Letter to Africa» avviato dall'antropologo Alberto Salza che invita a scrivere sul sito www.lettertoafrica.com la propria epistola virtuale per coprire, attraverso un clic, i cinquemila e cinquecento chilometri che separano Milano da un continente che ha tanto bisogno della nostra attenzione.