Festival delle sorprese: Ornella Vanoni ritorna all’Ariston

Accordo quasi fatto: canterà con Simona Molinari. Arriva anche Morandi. Sfuma Caterina Murino

Milano - D’accordo, manca ancora qualche dettaglio ma ormai è pressoché fatta: Ornella Vanoni tornerà al festival di Sanremo dopo dieci anni dalla sua ultima apparizione. Stavolta non sarà in gara come nel 1999, quando arrivò quarta nella categoria Campioni cantando con Enzo Gragnaniello il brano Alberi e incassò anche un bel po’ di applausi della critica. L’ultima grande voce pubblica della canzone d’autore (Mina è invisibile) arriverà all’Ariston per accompagnare la semisconosciuta Simona Molinari, una delle dieci «Proposte» che si giocheranno la vittoria insieme con gli «Artisti» e il vincitore della selezione tra i novanta concorrenti del web.

E diciamolo: per lei, che sta vivendo un altro momento d’oro grazie al clamoroso successo dell’album di duetti Più di me e all’altissimo share tv del suo show su Raiuno di dicembre, è tutto sommato un bel gesto di umiltà che finirà tra le perle della sua carriera. Avrebbe già dovuto, stando alle indiscrezioni, affiancare in gara il cantautore Niccolò Agliardi, il cui brano Perfetti non è però entrato nell’elenco finale con la solita, cospicua dose di polemiche.

Adesso la Vanoni ha praticamente deciso: sarà in scena con Simona Molinari il giovedì sera. Arriverà e canterà con lei una sorta di rivisitazione del suo brano Egocentrica, magari breve, magari stravolta ma comunque, si dice, di sicuro effetto. D’altronde quella serata sarà uno dei punti qualitativamente più alti del Festival, visto che sul palco sfilerà il gotha della canzone italiana, da Cocciante a Dalla, da Pino Daniele a, toh!, proprio quel Gino Paoli con cui la Vanoni ha condiviso vita e musica per tantissimi anni. Ciascuno di loro - anche il tuttora sconosciuto padrino della promettente Arisa (ma forse sarà Elio delle Storie Tese) - farà in qualche modo «suo» il brano dell’interprete che accompagna, in una sorta di comunione dei talenti che raramente si trova in altre gare canore, dove ciascuno bada a se stesso e chissenefrega degli altri artisti. Al Festival di Sanremo di quest’anno, tanto per dire, il giovedì sera ci sarà addirittura Burt Bacharach, la leggenda del pop Burt Bacharach, che suonerà il pianoforte per Karima, reduce da un’edizione di Amici e quindi (per ora) non proprio un peso massimo della canzone. Il tutto in cambio di rimborsi spese lontanissimi dai cachet stellari cui spesso siamo abituati in tv.

E va bene che il gioco al massacro è lo sport preferito di chi contesta il Festival (e generalmente tutti gli eventi televisivi), però chi si sarebbe mai aspettato che uno come Roberto Vecchioni accettasse di mettersi in discussione accompagnando un’esordiente di bel nome ma di incerto futuro come Chiara Canzian (figlia di Red dei Pooh)? Poi c’è la serata del venerdì, in cui saranno gli «Artisti» a duettare o a riproporre versioni alternative dei propri brani. E chissà come sarà quella del trio Pupo, Paolo Belli e Youssou N’Dour con i quali potrebbe duettare un altro trio molto più famoso, quello di Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggeri (anche se in questo momento Morandi è pressoché sicuro, gli altri meno).
Insomma, sarà un Festival di sorprese che stanno ancora prendendo forma e delle quali naturalmente (anche questo è un gioco sanremese) si conosce poco. E se sembra difficile lo sbarco di Luciana Littizzetto, è ormai quasi del tutto escluso l’arrivo al fianco di Bonolis di uno dei nuovi volti femminili di Raiuno (Veronica Maya, Elisa Isoardi, Caterina Balivo ed Eleonora Daniele).

Idem anche per Caterina Murino, bella bellissima e irraggiungibile, con le quali le trattative sono andate avanti per un po’ ma poi si sono arenate: lei ha altri impegni proprio nella settimana del Festival. E così, dopo l’annuncio di Maria De Filippi al sabato e (forse) di Monica Bellucci per la serata inaugurale, in teoria rimangono vuote ancora tre caselle. Magari saranno occupate da qualche attrice di quel cinema che si è sempre tenuto lontano dal Festival? In fondo, sarebbe un’altra bella sorpresa.