Il Festival «meticcio» si fa in otto

I concerti raccontano di altrettanti Paesi. Grande attesa domani per Badila, ensemble indo-iraniano Venerdì tocca alla star etiope Mahmoud Ahmed

La bussola della musica non ha lancette: non c'è una direzione principale che condiziona le altre, e spesso i suoni di ciascuna terra si intrecciano a confondere volutamente le regole dei punti cardinali. Che i «puristi» si tengano quindi alla larga da un festival di sano meticciato musicale come La Notte di San Lorenzo, giunta alla XX edizione rimanendo sempre fedele al principio che la musica può avere suoni e ritmi differenti, ma che racconta storie affini, al punto che, per natura, in nome del confronto di queste storie, si finisce per mischiare anche gli stili. Dopo 200 formazioni presentate, originarie di 77 Paesi, la rassegna nata nel 1988 alle Colonne di San Lorenzo e proseguita alla Cascina Monluè è uno degli appuntamenti attesi dell'estate milanese. Da oggi al 18 luglio, l'estremo confine orientale della città si trasforma in una location ospitante artisti di straordinario interesse, per lo più sconosciuti in Italia ma, a volte, vere e proprie istituzioni nei propri Paesi d'origine.
Sette serate, per otto concerti che raccontano di otto Paesi lontani dall'occhio comune occidentale: la «festa» prende il via in Cascina Monluè oggi alle ore 22 (ingresso gratuito) con la fusione di due corpi musicali, l'italiano Coro dei Genitori Allegri e i marocchini dell'ensemble Karamogo Orchestra. Domani sera grande attesa per Badila, ensemble indo-iraniano fondato dal percussionista francese Bastien Lagatta, nel quale si incontrano le tradizioni musicali e le influenze spirituali islamiche sufi e induiste. Una star indiscussa dell'Etiopia, Mahmoud Ahmed, sarà il protagonista venerdì con la sua musica in cui gli strumenti occidentali elettrici si fondono con gli ottoni e le percussioni orientali. Ahmed ha vinto quest'anno il BBC Award per la World Music ed è tra i principali fautori della modernizzazione della musica etiope. Come di tradizione per la rassegna, non manca lo spazio concesso alla musica rom, con Norig (sabato), giovane cantante grenoblese di origine spagnola, interprete di canti balcanici, musica gitana e jazz manouche. Due concerti in una sera per domenica, con la genovese (ma affollata di musicisti provenienti da ogni dove: Russia, Marocco, Brasile, Cina, Senegal) Banda di Piazza Caricamento e i marocchini Gnawa Bambara (musica e danza sufi). Accoppiata anche martedì 17 con Les Maitres du Bèlè (definiti i «Buena Vista Social Club» della Martinica: età media 70 anni) e il connazionale cantante e flautista Dédé Saint Prix. Chiusura il 18 con i Black Umfolosi, coro a cappella dello Zimbabwe.