Il Festival nato per restaurare la chiesa

Una storia in musica quella di Cervo. Che da 43 anni promuove il Festival internazionale di Musica da Camera (luglio e agosto) abbinato ai corsi di perfezionamento Meisterkurse dell'Accademia internazionale estiva di Cervo in calendario dall'1 al 12 settembre prossimi. Un borgo-palcoscenico per caso. Una rinascita fortuita quando i pomodori ancora andavano forte, ma il fieno in cascina si portava comunque. Lungimiranti i cervesi di allora, che magari di quella musica lì ne capivano poco, ma a seguire l'intuizione dei sensi ci hanno messo niente. Era il 1963. Bisognava restaurare le vetrate della Chiesa dei Corallini. Un violinista dilettante, il professor Franco Vallora, casa a Cervo, si offre di tenere un concerto per raccogliere fondi, ma alla vigilia un banale incidente lo blocca. Mica può saltare tutto. Chiede aiuto all'amico ungherese Sandor Vegh, solista di fama internazionale e fondatore di vari complessi di musica da camera. L'artista arriva a Cervo, siede sui gradini della Chiesa e muove l'archetto sulle corde. Ancora e ancora. Scopre l'incredibile attitudine musicale del sito e la malia di Cervo fa il resto. Vegh si trasferisce nel borgo e nel '64 nasce il Festival, che nel giro di poche edizioni rimbalza con successo in Europa. Vegh prende casa di fronte la Chiesa. Il mare da un parte e il sagrato miracoloso dall'altra. Vegh muore nel '97, la figlia continua ad aprire le finestre sul quel metaspazio che continua ad ospitare concerti. Un fiore all'occhiello per questa Cervo rivisitata. Il professor Raimondo, assessore-guida, mica è stanco. «A proposito, il 3 settembre abbiamo la quindicesima edizione dell'estemporanea di pittura “ricordando il Pennello d'Oro”. E se ha ancora tempo le mostro Palazzo Morchio e Viale. Poi...». Stordita e ammirata ripensi ai pomodori e a dove ti hanno portata. A Cervo oggi e ai suoi spunti mai malinconici, ma sedimentati. Alla declinazione paradigmatica del rosso (pomodoro) sulla pietra grigia del borgo. Solo digressioni?