Il festival del «non»

Adesso salta fuori, fra l’altro, che Kaladze non era un malato immaginario, tanto è vero che è finito sotto i ferri. E che quello di Borriello non era (o almeno non è... diventato) un semplice stiramento, tanto è vero che pure lui è finito sotto i ferri (auguri a entrambi). E salta fuori che Kakà, il quale, pur chiamandosi Ricardo non è un Cuor di Leone, continua ad avere un piede inguaiato. E che Ronaldinho, d’accordo, non avrà lo spirito stakanovista di Gattuso, ma se sta fuori non è per pelandronaggine. Chiudo qui, e soltanto per mancanza di spazio, il festival del «Non», aggiungendo che le mie valutazioni di lunedì scorso sugli infortuni del centravanti triste e del brasiliano più ricco d’Italia erano sì sbagliate, ma purtroppo per difetto, nel senso che MilanLab & Co. li hanno colpevolmente sottovalutati. «Sottovalutare» è un brutto verbo, e in genere porta male. Spero non sia di casa dalle parti di Manchester...