Al via il Festival popolare delle Culture

La cultura va a braccetto con la tradizione al Festival popolare delle culture, una due giorni all’insegna di balli, canti e giochi d’altri tempi in programma oggi e domani all’ex Paolo Pini.
Gli amanti del folklore dell’Europa dell’Est possono scaldare i muscoli e darsi alle danze balcaniche, grazie agli stage che si svolgeranno oggi pomeriggio, dalle 15 alle 19, per poi ascoltare la musica con influenze jazz e yddish che porteranno in scena i sette musicisti del Nema problema orkestar (ore 21.30), che daranno fiato alle trombe, ma anche ai sassofoni, senza disdegnare i tamburi turchi. Toccherà poi alla Sissi Atanassova chalga band intrattenere il pubblico con la chalga, un genere musicale bulgaro che unisce il pop al folk. Clarinetto, fisarmonica, darabuka (strumento a percussione) e gadulka (strumento a corda), faranno da base alla musica del gruppo zingaro, che proporrà canzoni popolari balcaniche interpretate dalla ventiquattrenne di origine rom Sissi Atanassova.
Come dimenticare poi il gioco della bandiera e i tentativi di accaparrarsi quell’ambito fazzoletto, che sarà al centro di un torneo organizzato domani pomeriggio, quando l’Accademia del gioco dimenticato riporterà alla nostra memoria i passatempi dell’infanzia.
Ancora musica poi, questa volta del Nord Italia, con il Coro Nives di Premana (ore 21.30), un piccolo centro della Valvarrone, in provincia di Lecco, che si esibirirà nei tiir, i tipici canti corali intonati sui tetti delle case del paese il sabato sera. Tipici i canti, tipici gli abiti e gli accessori che indosseranno le donne di Premana, per un totale di settanta persone che si presenteranno all’appello.
Giù il cappello è la band di otto musicisti che chiuderà la rassegna proponendo un repertorio folk con canzoni lombarde come «La bella la và al fosso» o «Sciur padrun», cantate dal 1999 nelle piazze e nei teatri del Vecchio Continenente. E se il vostro desiderio è viaggiare per l’Europa, durante il Festival potrete chiedere notizie sugli scambi culturali europei. Per informazioni basta un click sul sito www.olinda.org.