Festival a "schifio". Baudo attacca Prodi e Del Noce

Il presentatore si sfoga contro il direttore che l’ha destituito e critica sia il Premier reo di "voler smantellare la Rai" sia Mediaset che "si è inventata il target commerciale"

Sanremo - Flaiano lo aveva detto: «La situazione è drammatica ma non seria». Capita il giorno di chiusura al festival di Sanremo, giornata da mare, sole caldo, voglia di ballare dopo le canzoni di cinque sere. E invece ecco i botti sparati da La Stampa che ha beccato, tra una trofia e un branzino, Fabrizio Del Noce in una confessione clamorosa: «Tra un anno torna Paolo Bonolis, sarà un’altra storia, Pippo è forte ma non per il pubblico più giovane, con Paolo ci assicureremo quel tipo di platea che la pubblicità ci richiede». Lo avrebbe detto dialogando con Guido Paglia, direttore delle relazioni esterne Rai. La notte ha portato altro scompiglio e oggi è partita l’operazione Salvate il soldato Baudo.
Conferenza stampa calda come il sole là fuori, spettatori metà di mille, Pippo con il capello storto, Del Noce in lieve ritardo ma pure lui controvento, la Hunziker già con la testa a Chiasso, il direttore generale Cappon che spedisce una missiva secca, mettendo all’angolo La Stampa ma anche Del Noce: «È non fondata qualunque voce e illazione sul conduttore della edizione 2008. Il festival e il suo successo sono strettamente legati a un progetto e alla qualità del prodotto, come dimostrato anche quest’anno. Le relative scelte saranno quindi fatte nei momenti opportuni e ai più alti livelli aziendali». Le ultime quattro parole sono un avviso al navigante Del Noce. Il quale in mezzo alla tempesta chiede aiuto al garante della privacy, si dice stupito e indignato della spiata ma non smentisce nemmeno una virgola «parole estrapolate dal contesto», Paglia conforta la tesi dicendosi pronto a testimoniare anche in tribunale contro «l’attacco ignobile».
Il soldato Baudo non aspettava altro per armarsi e partire: «Spero che in futuro Del Noce vada a mangiare molto raramente fuori e rifletta sulla vita e nei miei confronti. Abbiamo fatto più o meno gli ascolti di Bonolis ma per fortuna nostra e del Paese non c’è stato il morto che doveva arrivare a Ciampino (Calipari, ndr). Alè, fate domande così facciamo pezzi belli infuocati». Detto e fatto. Del Noce ha messo l’elmetto, Baudo ha incominciato con uno scoop: «Ho rimesso il mandato. Nel contratto di quest’anno c’era una clausola che mi dava il diritto di fare il direttore artistico anche l’anno venturo. Non l’ho firmata perché voglio che sia la direzione generale nel suo complesso a designarmi e io ad avere il diritto di rifiutare. Li ho liberati dal problema della mia successione. Non ho firmato il contratto alla vigilia della prima serata. Ho capito che aria tirava. Qualunque smentita non mi convince e non mi soddisfa». Del Noce l’aveva appena fatta, la smentita. Respinto. Si procede: «La mia carta di identità è fatta di cultura, ostinazione e passione, così vivo da 47 anni. Nessuno ha il diritto di offuscare, cancellare questo curriculum. Posso lavorare su Raidue o Raitre. Con Del Noce ho avuto sempre un rapporto strano, di amore e di distacco. Io non avrei mai parlato di un altro personaggio quando l’altro era sulla scena: è un problema di rispetto». Del Noce-Padrino: «Caro Pippo, ti stimo, capisco il tuo stato d’animo, capisco anche che le dichiarazioni su altri colleghi non ti siano piaciute. Io non ho mai avuto contatti con Bonolis. Tu chiedi il mio rispetto, io credo di meritare il tuo. Comunque sarà meglio parlarne a quattr’occhi». Baudo-Merola: «Te lo dico con tutto il cuore, questa è una grande famiglia, i direttori di rete sono importanti, non debbono essere protagonisti ma stare nell’ombra. Lo dico da fratello maggiore: meglio stare zitti che dire cose che possono offendere». Del Noce: «Ognuno dirige come vuole, i miei predecessori sono durati molto poco, molto meno di me. Io non ti insegno come condurre il festival e tu devi rispettare i risultati che ho ottenuto io». Zitelloni contro. Non è finita. Baudo ha attaccato anche Prodi e il governo: «Il presidente ha un’idea sbagliata della Rai, la vuole privatizzare. Io sono suo amico ed elettore ma lo critico. La riforma Gentiloni ci mette fuori mercato, faremo la fine della Pbs, la rete pubblica americana che è scesa all’1 per cento di ascolti. E i soldi vanno altrove, dove sappiamo». Vuole dire Mediaset, non manca all’attacco: «Per Mediaset gli ultra 65 non contano, sia per la tv, sia per gli inserzionisti. È una bestialità detta da chi vuole vincere quando perde negli ascolti». Poi, stremato, dinanzi al fiorire di reazioni da repertorio nostrano, destra-centro-sinistra, ha sotterrato l’ascia: «Pagherò il mio sfogo, forse mi cacceranno dalla Rai ma cari politici occupatevi dei problemi della gente e non di questa vicenda».
Fiorello telefona e strilla: «Lasciali soli, vieni in radio con me». Pippo sfinito, accetta e annuncia che da oggi si mette a riposo. Informate Del Noce, un uomo solo, a Sanremo.