Festival/1 Cinema senza frontiere

Il cinema come bandiera di integrazione, libertà e convivenza. Per la seconda edizione del Film Festival Senza Frontiere, dal 1° al 3 luglio la Casa del Cinema darà spazio a una cinematografia senza barriere, capace attraverso il linguaggio dell’arte e della vita di far breccia nei muri della diffidenza e del pregiudizio. Per uno strano gioco del destino, che fa coincidere Storia e finzione, il tema del festival quest’anno è il ruolo della donna e degli adolescenti in Paesi caldi. Come l’Iran di «Head Wind», film sulla censura proiettato alla presenza del regista Mohammad Rasolouf, «Feminin Masculin», corto di Sadaf Foroughi su una donna conducente di autobus a Teheran, e la video-performance di Shahram Karimi sul Muro di Berlino. Diretto da Fiamma Arditi e supportato da Campidoglio, Provincia e Regione col patrocinio di Unesco e Commissione delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il festival parte il 1° alle 15 coi corti sul tema del «muro» degli alunni della scuola romana Pistelli. A seguire «Dunya e Desie» di Dana Nechustan e «Off and running» di Nicole Opper. Dopo il concerto gioioso del marocchino Nour Eddine, «Ramchand pakistani» di Mehreen Jabbar. Giovedì 2 «Pray the devil back to hell» di Gingi Reticker e «Sing for Darfur» di Johan Kramer. Il 3 toccherà a «Kashmir: journey to freedom» di Udi Aloni e «Yodok stories». Chiusura di lusso con «I bring what I love» di Elizabeth Chai Vasarhely interpretato dalla pop star senegalese Youssu Ndour. E poi le foto di Bart Michiels a famosi campi di battaglia europei, e il saggio fotografico «Senza frontiere» degli studenti di una scuola pubblica newyorkese.

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