«Feti sepolti per legge, aiuteremo gli ospedali»

(...) Esprime orgoglio il capogruppo di An, Roberto Alboni, escludendo che vi sia un attacco alla 194, la legge che regola l’interruzione volontaria della gravidanza: «Dedicare un funerale o una degna sepoltura anche a un feto di poche settimane è un gesto di grande civiltà. È il riconoscimento del rispetto della vita e della persona umana che appartiene al dna di An e del centrodestra. Non c’è nessuna contraddizione con la legge sull’aborto, lo hanno notato anche i rappresentanti della sinistra che hanno votato a favore del provvedimento».
Molto critici, invece, i radicali, che mettono sotto accusa sia l’idea del cimitero degli embrioni che l’obbligo per la direzione sanitaria degli ospedali di informare i familiari che possono chiedere la sepoltura del «prodotto del concepimento». Silvio Viale, il medico del Sant’Anna di Torino che ha dato il via alla sperimentazione della pillola abortiva, attacca: «È una perversione ideologica». Il capogruppo della Rosa nel Pugno in commissione Affari sociali della Camera, Donatella Poretti, lo considera un tentativo di «scardinare la Legge 194» e chiede l’intervento di governo e magistratura: «Prima di questo odioso regolamento, nessuno impediva la sepoltura per i feti sotto le 20 settimane. Ora tutto questo sarà obbligatorio in Lombardia, a carico delle strutture pubbliche, anche contro la volontà della donna, spesso già traumatizzata dall’esperienza. Oltre che offensivo, mi sorgono dubbi anche sulla legittimità di questo provvedimento. Fino a prova contraria, il feto sotto le 20 settimane non ha capacità giuridica, ma è un prodotto che appartiene al corpo della donna. Inoltre, mi chiedo se la Regione Lombardia non abbia aperto con questa legge un conflitto con lo Stato, ad esempio in materia di regolamento della polizia mortuaria». Il timore dei radicali milanesi è «che ora si arrivi a un cimitero degli embrioni». «Siamo al massacro psicologico della donna» dice il segretario dell’associazione Enzo Tortora, Valerio Federico.
Voci contrarie si levano anche da Rifondazione comunista, nonostante il partito abbia votato a favore del provvedimento. Il capogruppo del Prc, Mario Agostinelli, parla di «malcelato integralismo misogino» e promette che chiederà modifiche al testo. Una difesa arriva dalla consigliera ds Ardemia Oriani: «Il regolamento prevede che se i genitori, informati della possibilità, ne fanno richiesta, il feto può essere sepolto. La possibilità non è una novità, perché se ne parla già in una legge del 1990. Per ciò che riguarda la difesa del diritto all’autodeterminazione della donna e la difesa della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, la nostra storia parla per noi».