Il feto non ha respirato Il giudice: non è omicidio

Un feto che muore, subito dopo il parto, senza riuscire a fare il primo respiro, si deve considerare in senso giuridico come «mai nato». Lo sostiene una consulenza medico legale chiesta dalla procura di Milano e acquisita agli atti di una vicenda, archiviata ieri dal gip, di una donna obesa che, mai accortasi di essere rimasta incinta, un anno fa partorì inconsapevolmente nel water del bagno di casa sua un bambino già all'ottavo mese. Il neonato, attaccato al cordone ombelicale, morì in acqua per asfissia: dopo l'espulsione dal corpo materno e un attimo prima di finire in acqua «il feto percorreva - annotano i medici legali - un brevissimo tratto, del tutto insufficiente, a consentire l'inizio dell'attività respiratoria. Per questo la madre, una trentaseienne milanese, venne inizialmente accusata di omicidio volontario, reato poi derubricato in omicidio colposo, prima di essere prosciolta dal giudice.