Fi chiede l’intervento del prefetto «Negato il voto a molti anziani»

E a Cinisello seggi pieni di propaganda dell’Unione

Gianandrea Zagato

Alla zia è stato vietato di votare. A centodue anni le è stato negato l’esercizio di un suo diritto fondamentale: niente schede né matita, nessuna possibilità di scelta alla Rsa Gerosa-Brichetto di via Mecenate. Nella struttura dell’Asl, dove la centenaria è ospite da qualche tempo, le è stato «impedito di esprimere la sua scelta per il futuro dell’Italia» racconta il nipote Giorgio Lombardini, «pur avendone diritto».
Ma, attenzione, non è un caso isolato: alla residenza per anziani gestita dalla cooperativa Kcs caregiver si sarebbero verificati altri casi. Lo denuncia Forza Italia: «Gli assistenti sociali di quella struttura, secondo quanto ci risulta, avrebbero suggerito ai degenti di non recarsi al seggio, tanto era inutile. E sempre gli stessi assistenti avrebbero poi predisposto un elenchino dei votanti escludendo su centoventi ospiti sia la zia del signor Lombardini che altre persone» fa sapere Antonio Marino, rappresentante di lista azzurro. Difficile, aggiunge Marino, stabilire «quanti anziani non abbiano potuto quindi recarsi al seggio speciale, il 227-a, allestito nella struttura di via Mecenate: c’è certezza per tre casi e, crediamo, che siano solo la punta dell’iceberg di una vicenda su cui chiediamo l’intervento della prefettura milanese e degli organismi competenti».
Episodio che «non è un caso isolato» commenta Mariastella Gelmini: «Ce ne segnalano da più parti di queste “lezioni” di democrazia in salsa meneghina impartite da chi, evidentemente, sceglie non solo di annebbiare la vista degli elettori, ma anche di negargli l’espressione di un diritto fondamentale». E mentre la coordinatrice regionale di Forza Italia preannuncia la richiesta di apertura di indagini, l’assessore comunale ai Servizi sociali Tiziana Maiolo osserva «la disperazione della sinistra che non tollera di perdere come nel 2001 e, quindi, è disposta a tutto: la disperazione attribuita a Silvio Berlusconi è roba loro, come prova quest’episodio che suggerisce, ancora una volta, la massima attenzione durante gli scrutini. Attenzione ai brogli che - continua l’assessore - dobbiamo estendere anche alle comunali perché, non dimentichiamolo, la rimonta della sinistra, secondo loro, parte proprio da Milano». E ieri, intanto, nei seggi non sono mancate prove di inquinamento e turbativa del voto. Si va dalla diffusione di volantini-fotocopie di un articolo dell’Economist fuori dai seggi di via Monte Ortigara in quel di Cinisello Balsamo, alla scoperta di insulti contro il premier tracciati a matita all’interno delle cabine elettorali della scuola Paisiello, dove, tra l’altro, all’ingresso per quasi tutta la mattinata di ieri sono state lasciate in bella vista «mazzette» composte da l’Unità, Europa, Liberazione e Manifesto con tanto di materiale elettorale dell’Unione. Quotidiani e volantini rimossi solo dopo l’ennesima denuncia di Forza Italia. Esempio di propaganda elettorale fuorilegge che ha avuto molti replay anche in alcuni edifici scolastici nel cuore di Milano e della neonata provincia di Monza e Brianza.
Solo un caso contrario: nella cabina 2 del seggio 36 della scuola Costa di Cinisello c’era un invito, «no Prodi, vota Fini» che prontamente è stato ricoperto. Come sono stati invitati a coprirsi pure quei militanti della sinistra che si sono recati ai seggi indossando una maglietta con la scritta in rosso, «Meglio coglioni che Berlusconi». La stessa che un ragazzino non ancora in età di voto che accompagnava i genitori indossava sotto una sahariana al seggio di via Scrosati, dove ha votato il premier: maglietta esibita dietro richiesta dei fotografi presenti e promessa di un minuto di celebrità.