Fi in Comune «Donna in croce, censura ma con coerenza»

La statua di Garibaldi è in restauro, tutta tappezzata da teloni pubblicitari (per finanziare i lavori). Su un lato, una Monica Bellucci «desnuda» campeggia sulla copertina di una rivista in edicola e - di rimando - in formato gigante sul cantiere. Dall’altro lato, Elisabetta Canalis con generosa scollatura secondo lo stesso schema. Su un altro cantiere che si affaccia su largo Cairoli, il modello di uno spot esibisce un paio di boxer attillati. Dopo la battaglia dell’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo contro il manifesto con la donna nuda «in croce» scelta da Telefono Donna per la campagna contro gli stupri, ieri in consiglio comunale il consigliere di Fi Fabrizio De Pasquale ha chiesto, in modo provocatorio, «più coerenza». Perché, domanda (ricevendo gli applausi dell’opposizione), «Cadeo censura il manifesto e non interviene invece su quelli che ritraggono una Canalis che decanta i propri gusti sessuali, una Bellucci discinta, un uomo smutandato? La censura va applicata il meno possibile, ma se è necessario allora ci sia coerenza nei criteri». Non si fa attendere la replica di Cadeo. «Mai fatto una questione di buon gusto, mi sono opposto a quel manifesto per tutelare la coscienza comune religiosa».