Fi: «Se ha torto, Burlando a casa»

Sono pronti a chiedere le dimissioni del Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando i consiglieri regionali di Forza Italia se «sulla vicenda dell’Ire, attraverso l'inchiesta avviata dal pm di Imperia Filippo Matteo o per mezzo dei ricorsi presentati da alcuni commercialisti alle commissioni tributarie, si dimostrasse la non correttezza della circolare applicativa della legge finanziaria regionale del 2006». Lo hanno annunciato il capogruppo Luigi Morgillo e il consigliere azzurro Gino Garibaldi, citando la sentenza della Corte Costituzionale del 18 gennaio 2006 «che stabilisce con chiarezza che la circolare emanata l’8 febbraio 2006 dalla Regione applica in maniera errata l’addizionale». Secondo gli azzurri il centrosinistra dovrebbe mettere da parte la «spocchia» e affidarsi a professionisti esperti del settore, per fare chiarezza. «La nostra non è spocchia ma assunzione di responsabilità» ha ribattuto Claudio Gustavino il capogruppo dell’Ulivo: «Rivendico l’orgoglio del legislatore: il nostro compito è legiferare, e questo abbiamo fatto, rispettando tutte le normative. È curioso che il centrodestra, che sulle consulenze ci pungola sempre, ci proponga di affidarne una in questo caso. Anche perché rischieremmo di trovare pareri contrastanti anche fra gli stessi triburitaristi». Di più, secondo Gustavino «non c’è alcuna confusione e siamo orgogliosi di aver varato una legge che consente di ripartire il disavanzo che abbiamo trovato utilizzando un criterio che rispetta le varie fasce di reddito: paga di più chi ha di più». Avverte però Morgillo che «se la giunta si fosse sbagliata si verificherebbe un ammanco annuale dal bilancio regionale di 50 milioni di euro e la consegna della gestione finanziaria dell’ente a un commissario che, autonomamente, potrebbe introdurre tutte le tasse necessarie per risolvere la questione». Ergo: «Ci auguriamo che la Regione corra ai ripari. Ma nella sciagurata ipotesi che la giunta ha torto, Burlando ne dovrebbe trarre le logiche conseguenze andando a casa». Concorda An, che ieri ha tirato una frecciata ai colleghi: «Prendiamo atto con soddisfazione che Fi condivida la nostra posizione espressa già fin dall’annuncio dell’inchiesta sull’Ire».