La Fia boccia la McLaren Inammissibile il ricorso

La Federazione boccia il ricorso della casa anglo-tedesca contro la penalizzazione a Spa del pilota inglese. Nel Gp del Belgio era stato retrocesso al terzo posto per una manovra scorretta ai danni di Raikkonen. Hamilton: "Deluso ma non depresso"

Parigi - Il ricorso della McLaren contro la penalizzazione di Lewis Hamilton in occasione del gran premio del Belgio è inammissibile. Lo ha deciso oggi la Corte d’Appello della Fia. La corte, riunita a Parigi, ha respinto il ricorso della McLaren contro la decisione dei commissari di gara del Gp del Belgio di retrocedere Lewis Hamilton dal primo a terzo posto. Il pilota inglese era stato penalizzato in seguito a un taglio di chicane che, secondo gli organi di giustizia sportiva, ne aveva agevolato il sorpasso ai danni del ferrarista Kimi Raikkonen. In virtù di questo provvedimento la classifica iridata resta immutata con Hamilton che conserva un solo punto di vantaggio su Felipe Massa (78 contro 77 del brasiliano). La Corte è stata presieduta da Philippe Narmino (Monaco) ed era composta da Xavier Conesa (Spagna), Harry Duijm (Paesi Bassi), Thierry Julliard (Svizzera) e Erich Sedelmayer (Austria). Secondo l’articolo 152 del codice sportivo internazionale la penalità inflitta al pilota della freccia d’argento "non è suscettibile di ricorso".

Hamilton: "Deluso ma non depresso" E soprattutto pronto a ripartire nella corsa al Mondiale già in questo fine settimana, nel primo Gp in notturna della Formula uno a Singapore. Lewis Hamilton si è presentato al tribunale per spiegare le sue ragioni contro la penalità di 25" per il passaggio indebito alla chicane nel Gp del Belgio: decisione che gli era costata la vittoria, cambiata con un terzo posto, e diversi punti preziosi nella corsa Mondiale. Ma l'organismo mondiale dell'automobilismo ha detto no.

La decisione della Fia è solo l'ultimo atto di una vicenda che ha fatto discutere. Tutto era cominciato lo scorso 7 settembre, nelle battute finali del Gran premio del Belgio, sulla pista di Spa. La direzione di gara aveva penalizzato Hamilton per alcune manovre proibite dal regolamento (in particolare per avere tagliato una chicane), assegnando il successo al brasiliano della Ferrari, Felipe Massa, e retrocedendo l'inglesino dal primo al terzo posto, dietro allo stesso Massa e ad Heidfeld. Di fatto, la decisione dei giudici riapriva la lotta per il Mondiale piloti che, con un successo di Hamilton, poteva quasi considerarsi chiusa. La McLaren ha fatto ricorso contro la decisione dei giudici di penalizzare il proprio pilota. La scuderia anglo-tedesca si é rivolta al tribunale d'appello della Fia, dopo avere studiato tutti i dati e averli messi a disposizione dei commissari della Fia. La Corte d'appello della Federazione internazionale dell'automobile, dopo avere rinviato ieri la decisione di ventiquattro ore, ha respinto l'appello. Davanti alla Corte d'appello, c'era lo stesso Lewis Hamilton, accompagnato da Martin Whitmarsh, ingegnere-capo della McLaren-Mercedes. Presente anche il direttore sportivo della Ferrari, Stefano Domenicali, che non è intervenuto.

Dopo avere esaminato l'ammissibilità del ricorso e i motivi della penalizzazione, il presidente della Corte d'appello Philippe Narmino, ha comunicato il responso. "Nessuno vuole vincere in aule di tribunale - la velenosa battuta di Whitmarsh - ma noi quel gran Premio l'avevamo vinto in pista".