Fia, Mosley assolto con l’aiuto dell’Italia

Scandalo sadomaso: la Fia lo perdona. Germania e Usa minacciano la scissione, la Formula uno che conta scarica il presidente

Parigi - Un fuoriclasse, Max Mosley. Un eroe romanzesco, un cattivo non cattivo, un perverso non perverso, uno che muore e si rivede. Un fuoriclasse, capace di scamparla dopo essere stato beccato con cinque prostitute nel pieno di un festino sadomaso lungo cinque ore. Un fenomeno, il Max, in grado, a 68 anni, di reggere un simile percorso da ironman del sesso inframezzandolo con un buon tè, sorseggiato nudo come mamma lo fece tanti anni orsono. Un eroe della perversione, il Max, unico anche nel raccontare, tempo fa, come sua moglie venne a conoscenza del video reso pubblico da News of the World: «She was not very pleased about that» disse, «non fu molto contenta di ciò». E capirai…

Invece lui, ieri, davanti all’Assemblea Fia, un attimo dopo aver ottenuto la fiducia (103 a favore, 55 contrari, 7 astenuti e 4 nulli) era very pleased; addirittura “molto emozionato” nel ringraziare i presenti, racconteranno alcuni dei 169 delegati, in rappresentanza di 96 paesi dei 130 aventi diritto. Very pleased per la fiducia che lo manterrà in sella ancora fino al settembre 2009, a scadenza di mandato. Very pleased perché lavorerà ma non rappresenterà, saranno due vice presidenti italiani, Marco Piccinini e Franco Lucchesi, a farlo al suo posto davanti a governi e istituzioni. Very pleased perché ha vinto e battuto persino mister Bernie Ecclestone, il potente capo della F1 che ancora ieri ha ribadito: «Sarà difficile per lui agire da presidente Fia... spero che questo non ferisca la F1».
Un extraterrestre, il Max, capace di prestazioni sadomaso da film pornografico, ma capace soprattutto di infliggere, con il voto di fiducia ottenuto, una deriva sadomaso all’intera Federazione. Perché ha votato per lui la maggior parte dei rappresentanti degli automobil club dei piccoli Paesi che compongono la galassia Fia, perché fra i grandi Stati sembra che solo l’Italia l’abbia vistosamente appoggiato. Tutti gli altri soci potenti, tipo tedeschi («fino a che resterà al comando smetteremo di collaborare con la Fia»), americani, australiani, canadesi, giapponesi, sudafricani, olandesi hanno votato contro e hanno perso (stanno anche organizzando una possibile scissione dalla Fia). Il membro olandese ha addirittura raccontato che, nell’assemblea, Mosley avrebbe lasciato intendere che dietro il trappolone del video ci sarebbe qualcuno vicino alla Cvc, il fondo che gestisce il grande business della F1. Allusione però smentita dagli altri presenti. Allusione che pare abbia fatto infuriare Ecclestone.

Comunque sia di spaccatura, di sadomasochismo motoristico si tratta per la Fia. «L’Italia ha dato la fiducia perché – ha spiegato il presidente Aci Enrico Gelpi - si è voluto dimostrare che la volontà della Fia, dell’istituzione, è più forte anche delle vicende personali... Quanto alla morale, all’imbarazzo, c’è stato all’inizio, bisogna però chiedersi se sia più imbarazzante questo o sapere che qualcuno ha violato la privacy altrui. Mosley manda avanti l’azione legale (il suo avvocato è Anthony Scrivener, uno dei legali che seguì Saddam Hussein, ndr), prima o poi si saprà di più... mi auguro che i motivi non siano legati alla gestione della Fia o a un altro modo di vedere la gestione federale...».

Dunque, un extraterrestre vittorioso, il Max, rimasto nella sede di Place de la Concorde fino alle 16 circa (alle 15 è stato visto entrare Jean Todt, ndr). Poi è uscito, il Max, quando ormai non c’era più nessuno, giusto un taxi, preso al volo. E via...