Fiaccola da Ciampi al Papa comincia la corsa ai Giochi

Sarà Baldini a portare il fuoco sacro in Vaticano. Poi il derby Totti-Di Canio. Bettini tedoforo in bicicletta

Benny Casadei Lucchi

Di certo sarà una torcia stanca quella che il 10 febbraio accenderà il tripode dando ufficialmente il via ai XX Giochi invernali: le Olimpiadi di Torino. Perché dopo aver visitato 600 comuni italiani, dopo avere percorso 11mila trecento tremolanti chilometri passando di mano in mano - per chi ama i numeri, 10mila e uno le mani in questione - dopo tutto questo, finalmente, la torcia graziata dall’ultimo tedoforo ancora rigorosamente top secret avrà portato a termine l’arduo compito.
Compito iniziato oggi, quando dal sacro fuoco acceso ad Atene e atterrato ieri a Ciampino, ha attinto il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, per dare fiamma alla torcia. Giusto qualche emozionante istante attorno al braciere posto in piazza del Quirinale, presenti anche il presidente del Cio il belga Jacques Rogge, i vertici del Comitato organizzatore di Torino 2006, il sottosegretario ai Beni culturali e supervisore dei Giochi Mario Pescante e il numero uno del Coni, Gianni Petrucci; poi, il capo dello Stato ha passato la torcia al campione olimpico di Atene 2004, il maratoneta Stefano Baldini. Qualcosa di più di un semplice passaggio: Baldini ha infatti vinto l’ultima medaglia dei Giochi estivi.
Da qui il via a una due giorni romana: di corsa a Palazzo Chigi, quindi Montecitorio e Palazzo Madama come a unire i luoghi del potere politico. Verso mezzogiorno San Pietro, per uno dei momenti più emozionanti: la benedizione della torcia da parte di Papa Ratzinger. A seguire tedofori dai nomi famosi e no: per esempio l’autista di trambus, Domenico Virgili, per lui appuntamento con la torcia verso le 13. Il più emozionato sarà però Stefano Donati, anch’egli non vip, uno di noi, che sul sito web della torcia olimpica è riuscito a conquistarsi un posto da tedoforo con la seguente motivazione: «L’emozione più grande è stata vedere Stefano Baldini vincere la maratona di Atene». Donati correrà la terza frazione, per cui riceverà la torcia direttamente dal suo idolo, Baldini. Non male.
Il primo giorno, nel capitolo vip un posto di diritto lo avrà Claudio Baglioni e dopo la tappa romana altri molti nomi illustri seguiranno il cantautore nazionalpopolare: dall’ex olimpionico del fondo Marco Albarello a Simona Ventura al ct Marcello Lippi; arruolato persino lo chef Vissani. Ma si diceva di Roma: in serata tappa al Campidoglio, dal sindaco Walter Veltroni. Pisolino notturno, ma torcia sempre ben accesa grazie al braciere allestito nel palazzo, quindi, domani, via di nuovo in giro per la città con il derby tedoforo-calcistico tra i capitani di Roma e Lazio, Francesco Totti e Paolo Di Canio, giusto per rispettare la par condicio del tifo capitolino. Quindi gran finale di questa «vacanza romana» allo Stadio dei marmi con l’accensione del braciere olimpico da parte del presidente del Coni, Gianni Petrucci.
Dopo Roma il giro d’Italia. A Napoli la torcia festeggerà tra i botti il capodanno, poi andrà a Cortina a gennaio per i 50 anni dalla precedente Olimpiade invernale, quindi accetterà tre passaggi gentilmente concessi per tirare il fiato: su una gondola a Venezia, su una Ferrari a Maranello, sulla bicicletta dell’oro olimpico Paolo Bettini a Cecina. Il 9 febbraio, a Torino, l’arrivo, un sacrosanto sospiro di sollievo e la fine del tour de force per il povero oggetto. A quel punto, dalla sera dopo, i problemi saranno tutti e solo del tripode olimpico. Guai spegnersi prima del previsto.