Fiaccolata anti-rom: «Siamo di sinistra ma basta invasioni»

In più di cento con Arci e Sunia chiedono fermezza negli sgomberi: «Chiaravalle può diventare un fiore all’occhiello per Expo 2015»

«La fermezza negli sgomberi innanzitutto. Una fermezza che deve tradursi in una veloce individuazione di aree presidiate dalle forze dell’ordine. Sono loro, carabinieri, polizia e vigili, il vero deterrente per impedire ai rom di tornare nei posti dai quali sono stati cacciati. E noi siamo qui, con i cittadini, perchè vogliamo risolvere il problema per sempre. E perchè questo antico borgo, recuperato con un adeguato progetto di riqualificazione, diverrebbe un fiore all’occhiello in vista dell’Expo 2015. Certo: come sostiene il vicesindaco De Corato spetta solo al prefetto, cioè a un’autorità sovraccomunale che presto avrà poteri speciali sull’emergenza rom, individuare quelle aree, perchè sono tutte fuori Milano».
C’è anche Stefano Chiappelli, segretario generale del Sunia di Milano tra gli organizzatori, insieme all’«Arci Pessina», della fiaccolata dei residenti di Chiaravalle svoltasi ieri sera, a partire dalle 21, lungo la via San Bernardo. Un centinaio di persone circa. Gente stanca, esasperata da questi nomadi che, sgomberati, ritornano a Chiaravalle e si sistemano a 50 metri da dove erano stati cacciati qualche giorno prima. Oppure, allontanati con la forza da Triboniano, si fanno vedere in giro per tutta la città, da Chiaravalle alla Comasina.
«Il Comune di Milano deve attuare la mozione votata in Consiglio comunale dove si chiedevano sgomberi e ricollocazione dei rom sfollati» dichiara Carmela Rozza, consigliere comunale dei Ds. E alle critiche del centrodestra, «stupito» che la sinistra che, come dice il vice sindaco Riccardo De Corato «dopo aver incentrato per anni e anni la propria politica sull’accoglienza indiscriminata degli stranieri e sulla tolleranza a 360 gradi, adesso si accorga del problema dei troppi stranieri a Milano» la Rozza risponde: «Essere di sinistra significa garantire le libertà ai più deboli anche attraverso la sicurezza». Che, tradotto, vuol dire che ora anche l’opposizione si batte per il numero chiuso per l’ingresso dei rom a Milano, «ma anche e soprattutto per la loro ricollocazione in strutture adeguate».
«Intanto noi continuiamo a fare la ronda tutte le sere, avanti e indietro per le strade di Chiaravalle e siamo apartitici» spiegano una trentina di cittadini che tengono le distanze dalla fiaccolata. E anche qualcuno in mezzo al corteo, nonostante si unisca agli slogan urlati come «Vogliamo fatti e non parole!» o «Vergogna Moratti e Maiolo!», esprime le proprie perplessità. «I comunisti ci dicono che è stato durante il governo Berlusconi, nel 2004, che l’Unione europea ha votato per far diventare i romeni comunitari dal primo gennaio di quest’anno e che l’Italia, oltre a non chiedere la moratoria come invece ha fatto Zapatero, ha aderito. - spiega un uomo che impugna la fiaccola - Il centrodestra assicura che è stato Romano Prodi a mettere la firma finale... Boh!». E una signora arrabbiata: «Voto Ds da sempre. Ma aborrisco la proposta di legge Turco-Ferrero che, con l’escamotage degli sponsor, farà invadere l’Italia dagli stranieri».
«Ai residenti assicuro che manderemo via tutti coloro che non rispettano le regole e alimentano così razzismo e xenofobia - assicura ancora De Corato -. Si tratterà di alleggerimenti progressivi: non possiamo fare sgomberi ciclopici prima di decidere in quale area portare questa gente».