La Fials-Confsal: «Reintegrate i manager silurati da Marrazzo»

La bocciatura dello spoil system regionale da parte della Consulta continua a far discutere, sia per l’eventuale congelamento degli attuali manager, sia per il danno erariale relativo di risarcimenti ai direttori generali ingiustamente defenestrati.
Ieri, in Consiglio regionale, Tommaso Luzzi, di An, ha chiesto quali fossero i motivi per i quali sia il presidente della Regione sia l’assessore alla Sanità «non abbiano ritenuto opportuno essere presenti in aula per dare risposte sul problema» dei vertici delle Asl. Luzzi ha ricordato che «potranno anche agganciarsi a questa sentenza gli altri direttori generali che, per lo spoil system, sono stati destituiti dalla giunta Marrazzo perché nominati dalla giunta presieduta da Francesco Storace. I costi di questo ricorso ricadranno sul servizio sanitario regionale e saranno costi altissimi che andranno ad aumentare il deficit della Regione». «Non vengano a dirci il prossimo anno - ha affermato Luzzi - che c’è stato un aumento di costi dovuto alle scelte errate in Sanità della giunta Storace. Le scelte errate sono quelle della giunta Marrazzo. E adesso chi pagherà queste spese?». Luzzi ha poi ricordato che, assieme al senatore Domenico Gramazio, ha inviato alla Procura generale della Corte dei Conti del Lazio una missiva nella quale si chiede di sapere a quali capitoli sarà addebitato il danno arrecato alla Sanità della Regione Lazio.
La Fials-Confsal, invece, chiede il reintegro dei manager silurati da Marrazzo. «Con la sentenza - sostiene il sindacato - la Corte ha ribadito il principio, già in precedenza espresso, secondo cui la cessazione di diritto dell’incarico può giustificarsi esclusivamente con riguardo agli incarichi apicali, cioè a quegli incarichi conferiti “intuitu personae” dal vertice politico, mentre non ha alcuna ragionevolezza se riferita agli incarichi dirigenziali di livello non generale». «La sentenza in esame - dichiara il segretario regionale Fials Confsal, Gianni Romano - apre un varco nella vicenda dei 253 dipendenti non apicali assunti con contratto a termine dalla precedente amministrazione regionale e licenziati dalla Giunta Marrazzo in applicazione del principio di chi vince le elezioni “prende le spoglie”; in questo caso si tratta di dirigenti non apicali i quali hanno subìto il recesso dal rapporto di lavoro in atto solo perché si è verificato un avvicendamento nella gestione politica della Regione». «Si tratta - precisa il segretario della Fials - di una disposizione che si pone in contrasto con il principio costituzionale di cui all’art. 97 secondo cui l’azione amministrativa deve essere improntata a principi di correttezza e imparzialità. Considerato il recente pronunciamento della Corte costituzionale, sembra piuttosto verosimile che la Corte possa dichiarare l’illegittimità costituzionale anche di questa disposizione, motivo per il quale si chiede al governatore Marrazzo l’annullamento degli atti con i quali la Regione ha dichiarato il recesso dal conferimento dell’incarico e il riconoscimento di un rapporto di lavoro, per porre rimedio a un atto impopolare».