La Fials: nulle le nomine Asl dopo la sentenza della Consulta

«Con la sentenza della Consulta le nomine Asl sono tutte da rifare». A sostenerlo è il segretario regionale della Fials Confsal Gianni Romano. «La cantonata amministrativa in cui è incappata la giunta Marrazzo in merito alla sentenza emessa dalla Corte Costituzionale - ha aggiunto - che ha dichiarato illegittime le norme dello Statuto regionale e la revoca dei contratti dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere allora in carica, apre la breccia a una serie di considerazioni tecniche che potrebbero rimettere in gioco l’intero assetto sanitario».
«Solo avvalendosi di quei presupposti, ora non più in vigore - ha sottolineato - sono state fatte le nuove nomine per le direzioni generali rese vacanti dai licenziamenti per spoil system. Adesso, più che mai, quelle stesse nomine sono nulle e il presidente della regione Piero Marrazzo si dovrebbe apprestare, prima possibile, a rivedere le posizioni di ognuno e siglare nuovi contratti. Poiché lo scenario che si presenta adesso non ha precedenti, si potrebbe inoltre paventare anche l’ipotesi di nullità del contratto non solo per i direttori generali in carica presso le aziende sanitarie degli ex direttori generali ricorrenti ma, la stessa ripercussione giuridica si potrebbe palesare anche per tutti gli altri che in quel periodo non presentarono ricorso al provvedimento. Ciò non toglie che la stessa sorte “anomala” potrebbero subirla i direttori sanitari e amministrativi oggi in carica». Il segretario si è chiesto: «Chissà come la prenderanno i manager nominati da Marrazzo quando cominceranno a ricevere raffiche di impugnative perché, ad applicare alla lettera la sentenza della Consulta sarebbero automaticamente decaduti essendo stato abrogato il principio di nomina. Ed è per questo che - ha concluso Romano - aspettiamo dalla giunta la riconsiderazione di quella politica gestionale che fino a oggi ha prodotto frutti acerbi e in taluni casi addirittura nocivi come la decisione di avviare il taglio di 3.500 posti letto a Roma partendo con la chiusura dell’ospedale Nuovo Regina Margherita».