La fiamma che arde interessa solo ad Alleanza nazionale

Il capogruppo regionale di An, Gianni Plinio ha presentato un’interpellanza urgente con cui chiede che il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e l’assessore allo Sport Fabio Morchio, in apertura di consiglio regionale di questa mattina, condannino fermamnte l’attacco alla Fiamma Olimpica nel centro di Genova da parte di militanti no global violenti. «È giusto e doveroso che il presidente Burlando deplori in sede istituzionale un atto così grave e vergognoso che offende tutti gli sportivi e lede l’immagine di Genova e della Liguria nel mondo - ha detto Plinio -. Ricordo la soddisfazione e l’orgoglio, allorchè, come Regione Liguria insieme con il Coni, ottenemmo il transito della fiaccola per il capoluogo ligure. Chi non rispetta neppure il simbolo dell’unione dei popoli in nome dei valori dello sport è un barbaro pericoloso che deve essere severamente censurato e messo in condizioni di non nuocere». L’attacco di Plinio punta proprio sul silenzio che finora ha sottolineato l’episodio. «Se Burlando preferisse restarsene in silenzio - attacca -, allora ci troveremmo dinnanzi all’ennesimo cedimento nei confronti degli ultracomunisti della sua maggioranza che fiancheggiano i gruppi violenti che hanno osato spegnere la Fiamma Olimpica».
Duro anche l’onorevole Giorgio Bornacin, sempre An, che unisce il doppio agguato no global all’eurodeputato leghista Mario Borghezio e alla Fiamma Olimpica. «È assolutamente inaccettabile ciò che è accaduto all’onrevole Borghezio ed al passaggio della Fiamma Olimpica a Genova - affonda Bornacin -, ma ancor più vergognoso e subdolo è l’atteggiamento silenzioso e complice di quella sinistra irresponsabile e “ultracomunista” che fiancheggia i sedicenti manifestanti. Non troppi anni fa analoghe azioni fecero sprofondare l’Italia nei cosiddetti “anni di piombo” e nella più pericolosa intolleranza politica. Mi domando che cosa sarebbe successo se una simile aggressione fosse avvenuta ai danni dell’europarlamentare Marta Vincenzi o dell’ononorevole Lilli Gruber».