Fiamma, tensione per il corteo

Anpi e Rifondazione non occuperanno piazza San Babila per impedire la manifestazione della Fiamma tricolore. Non saranno a fianco dei centri sociali, carc e organizzazioni no global che promettono ai milanesi un pomeriggio in stile anni Settanta.
Anpi e Rifondazione si ritrovano infatti davanti «al Sacrario che ricorda i caduti antifascisti di Milano» in Loggia dei Mercanti per dare «una risposta pacifica e democratica alla manifestazione della Fiamma tricolore, che partirà alle 16.30 da Porta Venezia per arrivare in piazza San Babila». Decisione che si interpreta come una presa di distanza da quello che i globetrotter dell’autonomia vorrebbero invece organizzare, dalle dodici di oggi, nel centro cittadino ovvero «negare alle destre xenofobe la possibilità di manifestare anche a costo di subire robuste dosi di violenza poliziesca». Preannunci online di estendere «viralmente la nostra rabbia per tutta la città se ci sarà negata piazza San Babila, se i signori dell’ordine pubblico spalleggeranno i razzisti».
Affermazioni accompagnate dai fermi immagini della violenza no global al G8 di Genova e dal ricordo che «l’11 marzo 1972, Milano, a due mesi dalle elezioni, fu centro di un’improvvisa esplosione di “furore teppista“ come allora lo definì la stampa». Ricordo di un pomeriggio d’assalto contro un comizio missino in piazza Castello, preludio di una stagione di violenze. E che, sorpresa, si vorrebbe riproporre in versione aggiornata alla vigilia dell’anniversario dell’uccisione di un autonomo del centro sociale Gola avvenuta il 16 marzo 2003. Presidio contro la marcia del Fiamma tricolore che per motivi di ordine pubblico fu cancellata lo scorso 21 gennaio. E che, oggi, richiama a Milano migliaia di simpatizzanti da tutto il Nord Italia.