Le Fiamme Gialle illuminano il deserto di Tursi

Le uniche luci accese a Tursi, complice la giornata grigia di ieri mattina, erano quelle delle torce elettriche delle Fiamme Gialle. I finanzieri, su ordine del pm Pinto, hanno setacciato uffici, scrivanie, cassetti, librerie, falconi. Da un piano all'altro. Senza escludere nessuno. Senza tralasciare niente. Per il resto, della giunta Vincenzi, non c'era nessuno. Poltrone vuote. Telefoni che squillavano a vuoto. Lampadine spente. Quando il gatto arriva, i topi scappano. Si potrebbe parafrasare il detto popolare. Solo che stavolta quel furbone del gatto li ha inseguiti fino alla tana. Le divise grigie hanno perquisito anche le abitazioni degli assessori comunali Massimiliano Morettini e Paolo Striano. E poco prima, non si sono fatti problemi a fare altrettanto con l'ufficio del braccio destro del sindaco, Stefano Francesca, capo della campagna elettorale e responsabile dell'immagine del primo cittadino genovese, ex amministratore di Telecittà e grande tessitore delle pubbliche relazioni del centrosinistra.
Tutto questo mentre lei, Marta Vincenzi, nonostante avesse letto della bufera a palazzo Tursi sul suo strettissimo collaboratore e braccio destro, se ne stava tranquillamente seduta al posto d'onore del XXXV convegno intitolato «Ingegneria e impiantistica italiana» al Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure. Non è tutto. Quando il convegno è finito ha lasciato ancora vuoti gli uffici di Palazzo Tursi per fermarsi a Rapallo, invitata a gustarsi un bel piatto di trenette col pesto alla genovese rilasciando soltanto una laconica dichiarazione di no comment. A dire il vero, però, qualcuno a Tursi, ieri mattina c'era. A riempire i desolanti scaloni dell'ingresso, dove per ore stavano curiosi e un folto drappello di giornalisti e telecamere, c'era Simonetta Menini. La responsabile dell'ufficio stampa del Comune, che non fa comunque parte dello staff della Vincenzi, con i suoi graziosi tacchi e il suo bel vestito ha rallegrato quell'aria funebre e con la sua voce ha interrotto la cappa di silenzio.
«Il sindaco mi ha riferito - ha spiegato Menini - che non ha interrotto il suo calendario in programma. Almeno per stamattina. Ribadisce il suo stupore per l'iniziativa della magistratura, ma anche il suo sostegno e garantisce la massima trasparenza degli uffici comunali e del suo staff». Più o meno le stesse parole dell'unico politico di centrosinistra che si è visto ieri mattina a Tursi. «Stupore per l'indagine della magistratura - ha spiegato il presidente del consiglio Giorgio Guerello - anche se sono certo che la Vincenzi non c'entra e che comunque il suo operato è stato e sarà all'insegna della trasparenza. Certamente, stamattina, nei corridoi, non si è visto nessuno».