«Le fiamme mi rincorrevano e volevano raggiungermi»

C’era anche un milanese fra i 297 passeggeri dell’aereo che si è spezzato e poi è andato a fuoco»

La descrizione di quei terribili attimi è quella che Francesco fa al figlio: «Appena l’aereo ha messo giù il carrello ha iniziato a sbandare, si capiva che il comandante aveva perso il controllo e in quel momento ero certo che saremmo andati a schiantarci. Poi come in una visione il finestrino è diventato una porta aperta, mi ci sono buttato senza pensarci e ho iniziato a correre, dietro di me le fiamme sembrava che volessero raggiungermi. Poi mi sono gettato dentro un fiumiciattolo. È così che mi sono salvato».
Il signor Francesco si è ritrovato in bermuda e maglietta immerso nell’acqua ma almeno ha potuto raccontarla. Ora il figlio Danilo sta cercando di raggiungerlo per portargli almeno qualcosa per vestirsi: «Ho sentito papà, mi ha detto che non è ferito, ma finchè non lo vedo...E poi la beffa: Air France gli ha dato 700 dollari e l’ha salutato, una specie di risarcimento per le valigie o cose così, credo io».
Sinceramente: le valigie sugli aerei a volte si smarriscono anche senza schianti. Meglio un padre senza valigie.
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