In fiamme un palazzo di 14 piani Panico, un ferito e caos in centro

L’allarme alle 13.45: l’edificio è stato evacuato e viale Veneto isolato. Più di due ore per spegnere il fuoco, danni per 4 milioni e mezzo

Alle 16 in punto il bar di viale Vittorio Veneto 22 tira su le saracinesche e comincia a servire birre, panini ma soprattutto tanti the caldi agli «sfollati». È il segnale che ormai l’incendio è stato domato con un bilancio davvero minimo: solo un pompiere leggermente ferito alla spalla da un calcinaccio. Mentre rimane da stabilire se e quando i residenti potranno rientrare nei loro appartamenti: almeno tre piani, settimo, ottavo e nono sono infatti seriamente lesionati.
L’allarme è scattato ieri verso le 13.45 al civico 20, una elegante palazzina costruita all'inizio degli anni ’60, occupata per due terzi da appartamenti e per un terzo da uffici. Ed è proprio in uno di questi, all’ottavo piano, che alcuni impiegati notano un quadro elettrico «friggere» e fumare e lanciano l’allarme. Il primo mezzo dei pompieri attraversa dopo pochi istanti piazza Oberdan dove incrocia una volante che immediatamente lo segue. E difatti al loro arrivo dovranno subito gestire l’emergenza dei primi inquilini che, visto il fumo, stanno già lasciando il palazzo. In maniera molto ordinata anche perché, data l’ora, molti sono fuori per lavoro mentre gli uffici sono semideserti per la pausa pranzo. Qualche problema solo per un disabile di 50 anni costretto in carrozzella. Abita all’undicesimo piano e viene fatto scendere, l’unico, con l’ascensore.
Nel giro di pochi minuti l’edificio è ormai deserto e i vigili del fuco possono iniziare il loro non facile intervento. Tanto per cominciare siamo all’ottavo piano, un’altezza considerevole. Lo stabile inoltre è incastrato tra le vie Zarotto, Castaldi e Lazzaretto, piuttosto strette, in cui i grossi mezzi faticano a manovrare, anche a causa delle auto in sosta. Sul lato di viale Vittorio Veneto invece, tra lo palazzina in fiamme e la strada si frappone un edificio di sette piani. I vigili arrivati in forza, oltre quaranta uomini, iniziano a inerpicarsi come ragni: entrano dalle finestre, salgono dalle scale, scavalcano l’edificio di fronte e dal suo tetto si proiettano sull’incendio: da mozzare il fiato. Intanto giù si assiepano gli «sfollati» e molti curiosi, il traffico viene bloccato, compresi i tram 29 e 30. Tutti a guardare le «acrobazie» dei pompieri tra scoppi di vetri, cornicioni che volano via, carte bruciate che svolazzano.
Ma ormai il peggio è passato. Una volta raggiunto l’incendio per i vigili è quasi normale routine. Alle 16 viene dato il cessato allarme, i primi condomini possono entrare nelle loro case a dare un’occhiata ai danni, ma è ancora presto per accertare le lesioni alle strutture: di sicuro l’ottavo piano è «andato», mal messi anche il settimo e il nono «cotti» dalle fiamme e innaffiati da migliaia di litri d’acqua. Se ne riparlerà a tarda ora, una volta effettuate le prove di stabilità.
Il bilancio in termini umani è minimo, solo il pompiere leggermente ferito e medicato alla clinica Santa Rita. Più ingente quello economico: il valore commerciale di ogni piano si aggira infatti sul milione e mezzo di euro: facile fare due conti.