Fiat, 730 super concessionari dietro la crescita dei furgoni

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Torino

«Il settore dei Veicoli commerciali è il più redditizio di Fiat Auto», ha sottolineato l’amministratore delegato Sergio Marchionne durante il recente incontro con gli analisti. La divisione di Mirafiori incarna, in pratica, il modello di Fiat Auto auspicato dal top manager: redditività, una rete efficiente e il giusto equilibrio delle vendite tra Italia ed estero.
«Non c’è alcun miracolo dietro la crescita dei Veicoli commerciali - spiega al Giornale Lorenzo Sistino, il responsabile del brand impegnato a presentare il nuovo Scudo, prodotto in sinergia con Psa Peugeot Citroën - è vero, infatti, che il settore dei furgoni guadagna di più rispetto alle auto. Da una parte c’è una minore competitività, vista l’assenza di alcuni costruttori, dall’altra c’è da considerare il frequente ricorso della clientela alla trasformazione del mezzo e la maggiore richiesta di ricambi». La divisione di Mirafiori è così cresciuta dai 276mila furgoni, venduti nel 2003, ai 355mila previsti per la fine dell’anno con l’obiettivo di arrivare a oltre 500mila nel 2010, quando la quota di mercato europea sarà pari al 12,7% rispetto all’11% del 2006 (46% in Italia). Francia e Germania sono i Paesi in Europa dove, grazie anche alla diffusione dei camper su base Ducato, Fiat Veicoli commerciali rappresenta il primo marchio estero. «Dei 1.500 concessionari Fiat in Europa - aggiunge Sistino - 730 sono quelli specializzati. Nascono, cioè, da un progetto avviato 6 anni fa e per diventare tali devono rispettare una serie di standard: apposito showroom, assistenza specifica e venditori ad hoc. È un’iniziativa che ha funzionato visto che il 90% delle vendite arriva da loro. A questi concessionari, inoltre, viene garantito un guadagno maggiore. Ma ci appoggiamo anche a un centinaio di dealer Iveco. In Gran Bretagna, per esempio, il loro apporto è importante perché in molti casi offrono anche un servizio di assistenza 24 ore su 24, fondamentale in un Paese dove il mercato è basato soprattutto sulle flotte».
Come per i marchi automobilistici, determinante per il raggiungimento degli obiettivi fissati da Marchionne sarà anche il piano di espansione sui nuovi mercati. Per Sistino, in proposito, le vera sfida da vincere si chiama Russia, dove il gruppo italiano ha siglato un accordo con il colosso Severstal. «In questo Paese - afferma - le opportunità non mancano. La stragrande maggioranza dei veicoli in circolazione è infatti datata. Stiamo valutando se portare a Mosca anche il nuovo Ducato». E poi c’è Tata. Sarà proprio la divisione dei Veicoli commerciali a battezzare l’alleanza con gli indiani. «Con loro - risponde il manager - nel 2008 produrremo un grosso pick-up 4x4 che sarà affiancato al più piccolo Strada».