Fiat apre: "Sì al tavolo con governo e sindacati"

Marchionne risponde al ministro Scajola: "Disposti a incontrare esecutivo e parti sociali per discutere i piani futuri della Fiat". Le perplessità emerse dopo le indiscrezioni: in caso di acquisizione di Opel il Lingotto chiuderebbe Termini Imerese e Pomigliano d'Arco ridimensionando San Giorgio Canavese

Torino - Marchionne apre al dialogo. L’amministratore delegato di Fiat risponde via lettera al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, per dare la disponibilità del Lingotto a incontrare governo e sindacati sul futuro degli stabilimenti italiani della casa automobilisitica torinese dopo l'avvio delle trattative con Opel. Nei giorni scorsi sono circolate diverse indiscrezioni da parte della stampoa tedesca su possibili chiusure o ridimensionamenti per tre stabilimenti italiani: Pomigliano d'Arco, Termini Imerese e San Giorgio Canavese.

La lettera "La ringrazio - scrive Marchionne a Scajola - per le parole di apprezzamento nei confronti delle iniziative che stiamo portando avanti negli Stati Uniti e in Europa, che intendono assicurare una prospettiva industriale anche al sistema automobilistico italiano, al di là della grave crisi che ha colpito il settore automotive in tutto il mondo".

Sì al tavolo "Concordo - prosegue l’ad di Fiat - sull'opportunità di un incontro con il governo italiano e con il sindacato, con cui peraltro abbiamo avuto una riunione ufficiale a Torino a fine aprile, che si potrà tenere appena sarà possibile ipotizzare una concreta definizione delle trattative in corso". La lettera di Marchionne, rende noto il ministero dello Sviluppo economico, è in risposta alla missiva inviata da Scajola ai vertici del Lingotto, nella quale si sottolineava la centralità delle fabbriche italiane e si preannunciava la convocazione di un tavolo per fare il punto sulle strategie industriali dell'azienda.