«Fiat: con la Bravo puntiamo all’estero»

Mister Punto: «Dalla nuova 500 ci aspettiamo una forte redditività»

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Balocco (Vc)

Mister Punto si prepara a trasformarsi in Mister Bravo. Raggiunti gli obiettivi che Fiat Auto aveva previsto per la Grande Punto (360mila unità a fine 2006), la sfida imminente per Luca De Meo e la sua squadra si chiama Bravo, il primo vero modello realizzato sotto l’egida di Sergio Marchionne che sarà in vendita a marzo 2007. «Ci sono tutte le premesse perché il lavoro svolto porti ai risultati attesi - osserva De Meo, capo del marchio Fiat, impegnato nel lancio delle nuove Panda -; Bravo è una vettura di sostanza e appartiene a un segmento importante in cui siamo attesi da tempo». Il marchio principe di Mirafiori, artefice della svolta del gruppo torinese, ha obiettivi ambiziosi per il 2010: più del 25% del mercato italiano, tra il 7 e l’8% di quello europeo con presenze di peso in Cina, India, Iran, Russia, Turchia e America Latina. De Meo li ha illustrati recentemente a Parigi, nell’annuale conferenza organizzata da Jp Morgan, prendendo la parola nella stessa giornata in cui sono intervenuti i numeri uno di Peugeot-Citroën, Toyota e Renault-Nissan, una circostanza che dagli analisti è interpretata come un forte segnale di fiducia da parte dell’amministratore delegato Marchionne.
Per quest’anno missione ormai compiuta?
«A due mesi e mezzo dalla fine del 2006 gli obiettivi, per quanto riguarda il brand Fiat, sono abbastanza in linea e le prospettive incoraggianti. Il target per la Grande Punto non è mai cambiato. Siamo soddisfatti anche in termini di clientela. Abbiamo conquistato molti giovani. Produrremo per tutto il 2007 anche il vecchio modello che continua ad avere un buon mercato».
Gli analisti, però, non nascondono che nel 2007 l’«effetto Grande Punto», che sinora ha avuto un ruolo determinante nella risalita della Fiat, comincerà a venire meno. Anche i concorrenti stanno affilando le armi...
«Nel 2007 continueremo a essere aggressivi sul mercato. Sulla Punto non mancheranno sviluppi in termini di motorizzazioni e altro. Sarà un anno di importanti novità. Non dimentichiamo che il segmento in cui si inserirà la Bravo vale il 25% del mercato europeo. E poi arriverà la 500, l’icona della nuova Fiat».
La Stilo, intanto, non andrà del tutto in pensione...
«Manterremo la produzione della Multiwagon per tutto il 2007. Ha il suo pubblico anche nel mondo del lavoro».
In attesa di conoscere il piano prodotti 2009-2010, parliamo di piattaforme, la base su cui vengono costruiti i modelli. È in vista una vera rivoluzione. Fiat Bravo, Lancia Delta e Alfa 149, a esempio, nasceranno da una stessa piattaforma e condivideranno più del 50% dei componenti...
«Stiamo lavorando alla convergenza di alcune piattaforme. Quella del segmento A della Fiat accoglierà anche la 500. Nel caso del pianale della Grande Punto ci sono potenzialità di sviluppo anche per altri prodotti. Lo stesso vale per la piattaforma del segmento C a cui fanno riferimento pure Lancia e Alfa Romeo».
Fiat, comunque, continua a essere ancora troppo «italiana»...
«Stiamo riequilibrando la situazione all’estero dove, per essere più visibili, dobbiamo acquisire una quota del 4-5% su molti mercati. Lavoriamo in tandem con i dealer. Con loro si stanno instaurando rapporti più solidi e duraturi».
Il marchio Fiat chiuderà il 2006 con un buon guadagno?
«Dico solo che la situazione è migliorata. Abbiamo dimostrato di saper vendere vetture allo stesso prezzo dei concorrenti. Il recupero d’immagine è avvenuto».
Obiettivi per il 2007?
«La 500 si rivelerà un’auto di grande profittabilità. Con Bravo e 500 puntiamo a guadagnare nuove quote all’estero».