Fiat, a Cassino arrivano i tedeschi

Marchionne minimizza: «Una prassi lo scambio di visite»

da Roma

Fra i tanti dossier aperti su possibili nuove alleanze «almeno uno lo concluderemo entro l’anno». Più di questo Sergio Marchionne, a Roma per partecipare all’assemblea generale della filiera automobilistica italiana, non ha voluto aggiungere. La pista calda, comunque, resterebbe quella che porta a Stoccarda in casa della Mercedes. Da una fonte, infatti, si apprende che «uomini Daimler hanno già fatto visita all’impianto Fiat di Cassino», quello che nei piani dell’ad del Lingotto diventerà il punto di riferimento della produzione dei modelli appartenenti al segmento C (Bravo ora, Lancia Delta Hpe dal 2008 e a seguire l’Alfa 149). Il blitz tedesco, secondo le indiscrezioni, si sarebbe limitato a verificare la possibilità di condividere la produzione della nuova generazione di veicoli del segmento medio con la stella. Tra i più indiziati ci sarebbe la nuova Classe A che Mercedes ha previsto di lanciare nel 2011. Marchionne, in proposito, si è limitato a precisare al Giornale che «è una prassi scambiare visite con altri costruttori» e che «da noi è venuta parecchia gente a vedere anche altre fabbriche della Fiat». Tema caldo è anche quello che porta a Jaguar e Land Rover, i due gioielli che la Ford ha messo sul mercato. Nel caso che uno o entrambi i marchi finissero al socio indiano Tata, il Lingotto potrebbe farsi avanti allo scopo di sfruttare alcune sinergie. Tra queste, come anticipato tempo fa dal Giornale, la rete commerciale degli inglesi negli Usa in vista del ritorno del marchio Alfa su quel mercato a partire dal 2009. «Acquistare Jaguar e Land Rover mai - ha aggiunto l’ad della Fiat - ma lavorare con chi li acquisirà siamo disposti a farlo».
Ieri, intanto, concomitante all’assemblea generale dell’Anfia, è arrivato l’annuncio di una joint venture in India tra Magneti Marelli, Suzuki Motor Corporation e Maruti Suzuki India Limited. L’intesa, annunciata da Eugenio Razelli, ad di Magneti Marelli nonché presidente dell’Anfia, riguarda la produzione di centraline elettroniche di controllo per motori diesel. E sempre ieri Fiat e Tata hanno messo un altro importante tassello nel rapporto di collaborazione: i due partner hanno stabilito che dalla fabbrica di Ranjangaon, in India, usciranno vetture (100mila tra Grande Punto, Linea e nuova Palio), motori e cambi (200mila unità) per il mercato del Paese asiatico e l’esportazione. Nello stesso impianto nasceranno anche le future vetture Tata equipaggiate con questi motori e distribuite in Europa attraverso i dealer ufficiali del marchio indiano. Nessuna novità ufficiale, invece, sul braccio di ferro con il partner cinese Nanjing, restio a iniettare capitali nell’alleanza con Torino. La Fiat, comunque, avrebbe già deciso di abbandonare entro l’anno Nanjing al proprio destino e di rafforzare l’asse con Chery. Intanto, in attesa di conoscere nei prossimi giorni i dati di vendita europei di settembre, Marchionne non ha nascosto la soddisfazione di come il mercato ha accolto la nuova 500: «Gli ordini - ha riferito - hanno superato le 80mila unità».
È arrivata infine la conferma che il cda del 24 ottobre, nel quale saranno approvati i dati del terzo trimestre, si svolgerà in Ferrari, a Maranello. «È giusto - ha spiegato l’ad - che il board conosca da vicino le realtà industriali del gruppo». Bene il titolo in Borsa (più 0,98%) a un passo da 23 euro: Marchionne non ha escluso di rivedere all’insù le stime 2007.