Fiat-Chrysler gruppo unico Alla guida 25 manager

La fusione non si è ancora vericata ma Fiat e Chrysler possono già considerersi un’entità unica, concetto rafforzato dal fatto che il 26 luglio i conti della seconda trimestrale riguarderanno il consolidato. L’amministratore delegato dei due gruppi, Sergio Marchionne, ieri relatore alla Camera di commercio di Zurigo, è tornato sull’argomento, annunciando che «presto ci sarà una singola leadership alla guida sia di Fiat sia di Chrysler». E a proposito di un ulteriore incremento della quota del Lingotto (52%) nella casa americana, Marchionne ha ribadito che «non sono in atto colloqui con il fondo Veba», che possiede il 41,5%. È verosimile, a questo punto, che il top manager approfitti proprio del consiglio di amministrazione del prossimo 26 per comunicare il nuovo assetto. In pratica, le 50 posizioni che attualmente rispondono a Marchionne, tra Fiat e Chrysler, saranno dimezzate. Ciascuno dei 25 manager sovraintenderà una specifica funzione per raggiungere la completa integrazione.
La riorganizzazione generale del gruppo, di fatto è già iniziata, con lo spostamento di alcune pedine: Enrico Atanasio è stato nominato vicepresidente per le operazioni commerciali di Fiat India, la joint venture tra il Lingotto e Tata. Atanasio, prima amministratore delegato della filiale in Grecia (ad interim la posizione è occupata ora da Romano Valente), dovrà contribuire a rilanciare le vendite nel Paese. Antonio Cesare Ferrara, direttore dello stabilimento Fiat Group Automobiles di Cassino, è stato promosso amministratore delegato della joint venture Fiat Automobiles Serbia, in sostituzione di Giovanni De Filippis nominato area manager Russia.
Intanto, gli analisti ipotizzano i primi numeri sul debutto dei conti consolidati di Fiat-Chrysler: si parla di ricavi in crescita del 41%, a circa 14 miliardim e di un trading profit di 570 milioni al quale la casa Usa avrebbe contribuito, nel solo giugno, intorno a 200 milioni.