Fiat Chrysler offre un piano esodo anticipato ai suoi 23mila dipendenti

Fiat comincia a svelare i suoi programmi per il rilancio di Chrysler. Mentre si attende di conoscere nel dettaglio le varie misure concepite dal gruppo automobilistico torinese per la controllata americana, per ora si delinea un piano che prevede il prepensionamento di 23mila dipendenti. Lo ha confermato la società di Detroit, a pochi giorni dalla presentazione della «cura Fiat» che sarà svelata mercoledì dall’amministratore delegato Sergio Marchionne e dai responsabili dei marchi del gruppo, con un evento che durerà l’intera giornata.
La casa americana dunque proporrà a più di 20mila lavoratori l’esodo anticipato e incentivato. Ai lavoratori più giovani, quelli con almeno un anno di anzianità aziendale, sarà offerta una buonuscita di 75mila dollari lordi, più un buono-auto da 25mila dollari.
I dipendenti potranno, inoltre, godere dalla copertura sanitaria per 6 mesi (esclusa quella per il dentista), con l’opzione di poter acquistare altri 6-18 mesi di assicurazione medica.
A coloro che hanno tra 55 e 59 anni, per i quali la somma tra età anagrafica e anzianità aziendale raggiunge quota 85 e oltre, oppure ai dipendenti con più di 60 anni da almeno 10 anni in azienda, saranno offerti 50mila dollari, il buono-auto da 25mila dollari più i contributi pensionistici maturati.
I lavoratori avranno tempo fino al 13 novembre per aderire all’offerta. Speciali piani di uscita sono stati inoltre delineati anche per i dipendenti degli impianti che saranno chiusi nell’ambito dell’iter per la bancarotta, come quelli di Sterling Heights, Fenton o Kenosha. Il programma di uscite è molto simile a quello lanciato dalla Chrysler all’inizio del 2009. «Come proseguimento del precedente programma - ha sottolineato la casa di Detroit in una nota - e come condizione nell’ambito degli accordi con il Dipartimento del Tesoro Usa sul prestito, Chrysler ha esteso il piano di esodi anticipati offrendolo ai nuovi lavoratori che hanno le caratteristiche per aderirvi».
Dalla fine del 2007 Chrysler ha tagliato migliaia di posti di lavoro per il crollo delle vendite che ha colpito tutte le case automobilistiche americane, spingendole sull’orlo del collasso. Mercoledì prossimo Marchionne alzerà ufficialmente il velo sulle condizioni finanziarie della Chrysler e sui modelli destinati a far rinascere il gruppo di Detroit, dallo scorso 30 aprile passato sotto il controllo della Fiat.