Fiat crolla in Borsa (-11%) affossata dai trattori Usa

Per Cnh stime sotto le attese. Il bilancio record non salva la controllata a Wall Street: -16%

da Milano

Cnh, la controllata americana di Fiat che produce macchine agricole ed escavatori, annuncia risultati record («i migliori da quando la società è stata costituita», così da Chicago l’ad Harold Boyanovsky) e, per tutta risposta, Piazza Affari manda paradossalmente a picco il titolo del Lingotto (seguita, per quanto riguarda Cnh, da Wall Street). Festa rovinata, dunque, nonostante l’utile della controllata sia salito a 559 milioni di dollari, con un incremento del 91% sullo stesso periodo dell’anno precedente. La risposta va ricercata nelle stime al 2008 giudicate dal mercato deludenti: utile netto per azione fra 3,30 e 3,60 dollari per azione, sotto il consensus di 3,67 calcolato da First Call e pubblicato sul sito della società. E così a Milano le azioni Fiat hanno conquistato la maglia nera: meno 11,42% a 14,29 euro, dopo una sospensione del titolo per eccesso di ribasso. Giù pesantemente anche le holding della famiglia Agnelli, con Ifi sotto del 6,33% e Ifil del 6,83 per cento. Dal canto suo le azioni Fiat, alla vigilia del consiglio di amministrazione sul quarto trimestre e l’esercizio 2007, sono tornate a livelli che non vedeva dal dicembre di due anni fa. A New York il passo indietro di Cnh ha toccato il 16% a 50,10 dollari, dopo un picco negativo del 25%. Insieme alle perplessità espresse dagli analisti (c’è il timore che le attese su Torino siano troppo ottimistiche) a concorrere al tonfo in Borsa è stato anche il giudizio della banca d’affari Sanford Bernstein che ha ridotto il prezzo obiettivo assegnato a Fiat da 15 a 11 euro, confermando il consiglio di «sottopesare il titolo in portafoglio». Ieri sera, però, su Cnh è arrivato il consiglio di Citigroup da sell a buy.
La pessima giornata sui mercati ha spinto l’amministratore delegato Sergio Marchionne a intervenire, cosa mai fatta prima, nella conferenze call sui dati relativi a Cnh. «La società - ha spiegato agli analisti - è stata penalizzata da questioni logistiche, ma i mercati americani hanno esagerato. Tutto ciò non spiega quanto è accaduto sulle piazze finanziarie». Marchionne ha aggiunto che «Cnh sta lavorando per migliorare le efficienze industriali e, di conseguenza, i margini: stiamo lavorando su questi fronti, il primo e il secondo trimestre di quest’anno saranno importanti. E tra i settori gestiti da Fiat, Cnh è uno di quelli che maggiormente necessita di programmi per migliorare la produttività delle fabbriche. Gli obiettivi sono raggiungibili. Il gruppo, inoltre, sta producendo il livello di cassa più elevato di sempre». L’ad della Fiat non ha comunque nascosto, nel suo recente intervento al seminario organizzato a Flims, in Svizzera, dalla banca Am Bellevue, di attendersi un anno difficile negli Stati Uniti per il settore macchine movimento terra. Le cause vanno ricercate nella crisi dei subprime che sta deprimendo il mercato delle costruzioni con la conseguenza che ci saranno meno vendite degli escavatori. Non sarà invece così in Europa e nel resto del mondo dove il panorama è stimato positivo. Sempre al seminario svizzero il top manager della Fiat ha previsto che sulla spinta della forte domanda di grano e zucchero per produrre il biocarburante etanolo, il comparto macchine agricole nel 2008 andrà incontro a benefici. Oggi, intanto, il cda Fiat approverà i conti 2007. L’attesa, a livello di gruppo, è di un risultato della gestione ordinaria in crescita a 3,06 miliardi rispetto agli 1,95 miliardi del 2006 e superiore alle stime aggiornate da Marchionne in ottobre (2,9-3 miliardi). L’utile netto, invece, è visto a 1,96 miliardi (1,15 nel 2006 e 1,8-1,9 miliardi la forbice indicata dall’ad sempre a ottobre). Per l’Auto gli analisti indicano un risultato della gestione ordinaria di 770 milioni contro i 291 milioni del 2006. Occhi puntati anche sulla proposta di dividendo che il cda dovrà sottoporre all’assemblea convocata per il prossimo 31 marzo.
Su Iveco, infine, Marchionne ha annunciato, sempre a Flims, che nel primo semestre saranno investiti 100 milioni: lo scopo è eliminare la presenza di «colli di bottiglia» nella produzione.