Fiat e Tata, accordo da 665 milioni

Per l’utilitaria un futuro anche in Cina e Brasile Oggi i dati Ue

da Milano

La Grande Punto indiana è una realtà. Proprio ieri Fiat Auto e Tata Motors, già legate da un accordo industriale e commerciale, hanno annunciato la creazione di una joint venture con base nello stabilimento Fiat di Ranjangaon, nello Stato indiano di Maharashtra. Dal 2008 l’impianto produrrà, oltre a 200mila cambi e motori, anche 100mila vetture, tra Grande Punto e Linea, destinate al mercato indiano e ai Paesi asiatici. Trova quindi conferma l’indiscrezione pubblicata dal Giornale il 6 dicembre scorso, secondo cui entro l’anno i due gruppi avrebbero annunciato un accordo per la produzione della Grande Punto anche in India. Nella stessa fabbrica, inoltre, all’inizio del 2007 partirà la produzione delle Fiat Palio e Adventure, la cui linea di montaggio è sotto collaudo in questi giorni. L’investimento complessivo dell’operazione potrebbe superare 665 milioni di euro.
I veicoli con il marchio torinese saranno distribuiti attraverso la rete Tata-Fiat, i cui concessionari passeranno dagli attuali 42 a un centinaio. La joint venture prevede anche la produzione di vetture Tata allo scopo di integrare la capacità produttiva dello stabilimento di proprietà indiana a Pune. In questo modo Tata Motors riuscirà a far fronte alla crescente domanda del mercato locale e potrà disporre di nuovi veicoli. L’intesa annunciata ieri prevede infine la produzione di cambi e di tre motori Fiat: il Multijet 1.3 litri, il «millequattro» e la nuova unità di 1.200 centimetri cubi. I due benzina 1.4 e 1.2 fanno parte della famiglia Fire. Fiat e Tata Motors (il presidente del colosso indiano, Ratan Tata, è membro del cda del Lingotto) proseguono intanto gli studi per uno stesso tipo di cooperazione industriale e commerciale in America Latina.
«Le attuali vetture Fiat - ha commentato ieri Tata - hanno uno stile accattivante e si impongono per le loro prestazioni. Questa alleanza strategica ci permette di utilizzare la tecnologia italiana a livello internazionale nei cambi e nei motori per i modelli di prossima generazione». Da parte sua l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha sottolineato l’ulteriore rafforzamento dell’alleanza strategica con Tata» e «la spinta determinante, attraverso l’operazione a Ranjangaon, della presenza competititva della Fiat in India e nell’area circostante». «L’integrazione dei prodotti Fiat e Tata - ha aggiunto Marchionne - è un nuovo passo avanti verso la creazione di un “industrial player” su scala globale in India. Questa iniziativa darà slancio allo sviluppo economicao e sociale dell’area». Per la Grande Punto, comunque, si prevede un futuro anche in Cina e in Brasile. L’estensione delle intese con Tata Motors non ha giovato al titolo Fiat che ieri, pur restando sopra 14 euro (14,02), ha perso lo 0,06 per cento. Un colpo verso l’alto alle azioni potrebbe arrivare oggi dai dati sulle immatricolazioni in Europa dove il gruppo italiano, in base alle stime di Global Insight, avrebbe registrato lo scorso mese un aumento del 15,7% annuale delle consegne, raggiungendo l’8% di quota mercato, rispetto al 7,1% del novembre 2005.
In Italia, infine, secondo le anticipazioni diffuse ieri dall’Unrae, alla fine dell’anno Fiat Auto avrà rosicchiato alle case estere 3 punti in percentuale. La quota degli importatori, infatti, scenderà al 69,2 dal 71,96% del 2005. Significa, per il gruppo di Torino, una quota mercato in Italia molto vicina al 31 per cento.