Fiat e Tata faranno una Punto indiana

Nuovi vertici per New Holland e Veicoli commerciali

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Bologna

Sergio Marchionne, impegnato tutta la settimana negli Usa, al Motor Show di Bologna ha lasciato campo libero ai suoi manager di primo livello. Non prima, però, di aver definito il passaggio di Lorenzo Sistino da capo dei Veicoli commerciali Fiat e delle vendite del primo marchio di Mirafiori, al vertice di New Holland, la casa leader nel settore delle macchine per l'agricoltura collegata a Cnh. Sistino, che lavorerà a Chicago, subentra a Marco Mazzù, destinato a un nuovo incarico nel gruppo. A guidare la divisione dei furgoni, attualmente la più redditizia di Fiat Auto, è stato chiamato Franco Miniero, che lascia così la responsabilità delle vendite e del marketing di Irisbus (Iveco).
L'ad della Fiat farà probabilmente capolino la prossima settimana a Bologna dove ieri, tra l'altro, sono intervenuti il presidente di Gm Europa, Carl-Peter Forster, il vicepresidente di Ford Europa, Stephen Odell e Divyendu Kumar, capo della divisione vetture di Tata. Proprio Ford e Tata sono, in questo momento, le società che condividono con Fiat alcuni progetti con la possibilità di estendere le intese in atto.
In proposito, secondo quanto risulta al Giornale, Tata e Fiat si preparerebbero ad annunciare un nuovo accordo che, dal 2009, prevederebbe l'utilizzo comune di una piattaforma su cui produrre, in India e per quel mercato, la Grande Punto e la futura Indica della casa asiatica. In questo modo i due costruttori occuperebbero il segmento B, con una vettura (Grande Punto) al top della categoria e con un modello (Indica) più popolare. Nessun commento, da entrambe le parti, all'indiscrezione. Kumar si è limitato a confermare che le sinergie con Fiat «ci danno soddisfazione: quello italiano è un gruppo molto capace e con loro c'è spazio per ampliare la collaborazione. La struttura Tata, inoltre, sta già vendendo alcuni modelli Fiat come Palio e Siena. E la crescita dei prodotti italiani nel nostro Paese è stata di oltre il 10 per cento. Ora guardiamo a possibili progetti allo scopo di esplorare mercati come l'Argentina (gli accordi prevedono che nel 2008, a Cordoba, sarà prodotto un pick up, ndr) e poi realizzeremo un piccolo motore diesel sempre in India. Sono in corso valutazioni anche per un'eventuale vettura a basso prezzo».
Anche il vicepresidente di Ford Europa, Odell, non nasconde che la joint venture con Fiat, da cui nasceranno la nuova 500 (lancio a settembre) e la futura Ka (vendite dal 2008) sta dando i risultati attesi. «Per quanto ci riguarda - ha detto Odell - i risparmi sono notevoli anche se non ancora quantificabili». Contatti tra Fiat e Ford ci sarebbero stati anche per una possibile cooperazione sul segmento C, quello che presto sarà occupato dalla Bravo e che, per gli americani, vede in gioco la Focus. «Non c'è nulla di ufficiale - risponde il top manager della Ford - ma, come sempre, mai dire mai».
Il gruppo di Mirafiori, intanto, in attesa di conoscere le immatricolazione in Europa di novembre («siamo andati comunque bene» ha detto un manager), archivierà il 2006 con circa 80mila vendite in più rispetto al 2005 riguardanti il solo marchio Fiat. Le nuove conferme sul momento positivo della Fiat hanno giovato al titolo, tornato sopra i 14 euro (14,09) con un progresso dello 0,80% rispetto a lunedì.