Fiat fa cassa per riacquistare Ferrari Ceduta per 260 milioni la Svizzera Buc

A comprare è la Bsi. Marchionne: «Debiti sotto i 2 miliardi a fine 2006. Terzo trimestre decisivo»

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Bonagia (Trapani)

«Quanto ricavato dalla vendita della Banca unione di credito ci può aiutare ad acquisire la quota di Ferrari in possesso a Mediobanca, ma non basta. Con Piazzetta Cuccia continuiamo a trattare a 360 gradi e contiamo di raggiungere un accordo prima di settembre. Vogliamo riportare Ferrari in Fiat senza aumentare l'indebitamento del gruppo». L'intervento a sorpresa di Sergio Marchionne, accompagnato da tutti i capi divisione di Fiat Auto, alla presentazione della nuova Alfa Spider in Sicilia, è servito a fare un po' di chiarezza sui temi caldi sul tappeto: quota Ferrari, rapporti con Mediobanca, partecipazioni «strategiche» e futuro di Fidis.
Proprio ieri il Lingotto ha concluso la cessione del 100% della banca svizzera Buc a Bsi, controllata da Generali. Nella casse di Torino sono così finiti 260 milioni che, uniti a quanto Fiat ricaverà dalla possibile vendita dell'1,8% di Mediobanca (circa 230 milioni) e del 49% di Fidis, permetteranno di risalire all'85% del Cavallino attraverso il riacquisto del 29% suddiviso tra Mediobanca (11,7%) e tre istituti di credito. L'amministratore delegato della Fiat ha anche aggiunto che sul suo tavolo e su quello del presidente Luca di Montezemolo «non c'è la quotazione di Ferrari, il cui valore è superiore a quanto è stato pagato da Mediobanca nel momento in cui è stata parcheggiata la quota».
Se l'addio a Buc è stato giustificato da una nota del Lingotto perché considerato un «asset non strategico», non si può dire così per la partecipazione in Rcs, di cui Fiat detiene circa il 10,8%. Marchionne continua a ritenere «essenziale» la quota torinese nella società editoriale. Sull'altra tema scottante, la ricerca di un partner con cui condividere in modo paritetico la gestione di Fidis, il top manager ha annunciato che i tempi sono destinati ad allungarsi e che tra i pretendenti («la short lista è chiusa») non ci sono solo banche straniere: una mezza conferma che anche Mediobanca è della partita. «Si è voluto dare più tempo agli interessati per svolgere un'analisi completa della posizione della finanziaria», ha spiegato Marchionne.
Oggi, intanto, da Bruxelles arriveranno i dati sulle immatricolazioni di auto a maggio in Europa. In proposito, l'ad ha anticipato che Fiat Auto dovrebbe avere raggiunto «un risultato intorno all'8%, per la precisione il 7,9% di quota di mercato». E a più di un mese dalla presentazione dei dati del secondo trimestre (il consiglio Fiat si riunirà il 28 luglio), Marchionne non fa nulla per nascondere che il risanamento del più importante gruppo industriale italiano procede senza intoppi: «Confermo tutti gli obiettivi - ha affermato - : il secondo trimestre è in linea con le aspettative, ma per vedere se ci sono miglioramenti rispetto ai piani bisogna attendere il terzo trimestre dell'anno. L'indebitamento? Se andiamo avanti così - ha aggiunto -, a fine 2007 sarà piuttosto basso, forse anche meno di 2 miliardi».
Due battute, infine, sulle novità in cantiere: la conferma dell'anticipazione del Giornale sul nome dell'erede della Stilo (si chiamerà Bravo) e il ritorno dell'Alfa negli Usa pianificato un po' prima del 2010 («Abbiamo lasciato spazio ai tedeschi per troppo tempo»).