A Fiat Fiorino il titolo «Van dell’anno»

da Hannover

Cresce la redditività, aumentano le vendite e la quota di mercato in Europa che sale al 12,4%. Il trend di un secondo semestre in chiaroscuro non spaventa Fiat Professional, attesa a chiudere il 2008 in positivo superando le 300mila unità e allungando la striscia in nero che ha portato lo scorso anno il venduto globale a 433mila furgoni con una crescita del 17%. E al gradimento del mercato, in virtù del quale il marchio torinese occupa il secondo posto nel ranking del Continente, si aggiunge ora il più ambito riconoscimento del comparto, il premio di «International van of the year» attribuito al nuovo Fiorino nel corso del Salone di Hannover.
Terzo premio in quattro anni, dopo gli exploit passati di Scudo e Ducato. Dice Franco Miniero, ad di Fiat Professional ora avvicendato da Lorenzo Sistino (che aggiunge l’incarico al ruolo di ceo di Fiat Automobiles): «È un riconoscimento alla capacità di vedere lontano e alla decisione di sviluppare questo nuovo modello (fabbricato negli stabilimenti Tofas di Bursa, in Turchia, in joint venture con il gruppo Psa), creando un nuovo segmento di prodotto». I fatti gli danno ragione: per Fiorino Cargo e Combi 28mila ordini in otto mesi, cui vanno aggiunti gli oltre 63mila Ducato (è loro il 16,5% del venduto europeo di segmento) e i 18.800 Scudo consegnati nella prima metà dell’anno.
«Carte vincenti del nuovo Fiorino, alla base di una gamma totalmente rinnovata che - sottolinea Miniero - si presenta come la più ampia del mercato (9 modelli lanciati nell’ultimo biennio), sono l’economia di gestione, le basse emissioni (119 grammi a chilometro di Co2 per il Multijet 1.3) la maneggevolezza e l’agilità nel traffico, unite alle doti di furgone compatto con capacità di carico fino a 660 kg, disponibile anche nelle versioni a metano ed elettrica», che sarà in vendita a fine anno. Per centrare l’obiettivo di 500mila veicoli entro il 2010 Fiat Professional rilancia sul metano, forte di uno share al 47% nel mercato europeo, resta alla finestra sull’ibrido diesel-elettrico e punta allo sviluppo della rete, in primis in Russia dove già produce.
«Il nuovo fronte - conclude Sistino - è la Cina: qui vogliamo mettere le basi per una presenza stabile».
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