Fiat Fpt va forte anche nelle gare di motonautica

da Milano

Si chiama Round Britain ed è sicuramente la gara motonautica più massacrante del mondo. Niente a che vedere con le solari competizioni mediterranee come la Viareggio-Montecarlo-Viareggio o con le stupende cavalcate lungo la costa della Florida, spesso mix di agonismo e spettacolo.
Qui si circumnaviga la Gran Bretagna, dieci tappe con partenza e arrivo a Portsmouth: 1.400 miglia dove onde e correnti la fanno da padrone costringendo uomini e mezzi a sforzi inusuali per offshore che al giorno d’oggi si limitano a prove costiere. Non è un caso che si è appena conclusa la terza edizione in una quarantina d’anni: gli organizzatori dopo il debutto nel 1969, sono riusciti a bissarla solo nel 1984. E ci sono voluti 24 anni per allineare la nuova flotta (ben 47 imbarcazioni divise in più categorie) nella Manica, pronta a vivere la sfida in dieci tappe.
La bella notizia è che a vincerlo è stato un offshore italiano nato dalla collaborazione tra due marchi storici del settore: Fb Design, cantiere fondato e diretto da Fabio Buzzi, e Fpt-Fiat Powertrain Technologies, società del Lingotto che dal 2005 raggruppa tutte le attività per i motopropulsori di Fiat Group Automobiles (Fiat Powertrain), Iveco (Iveco Motors) e Centro Ricerche Fiat ed Elasis. Una società con numeri importanti (circa 3,1 milioni di motori, 20mila dipendenti e 15 stabilimenti), guidata da Alfredo Altavilla, in grado di soddisfare le più disparate esigenze del mercato grazie a una gamma di prodotti che solo per quanto riguarda i propulsori vanta potenze da 20 a 1.020 cv e cilindrate da 1.000 a 20.100 cc. La barca si chiama Blue Fpt: 15 metri e mezzo di lunghezza, 2,88 di larghezza e 7.500 kg di peso: la motorizzazione è affidata a tre Fpt N60 Ent M40 da 480 cv l’uno, sei cilindri in linea di tipo tradizionale. A bordo, un equipaggio per tre quarti greco (Vassilis, Panos e Lefteris) e per un quarto britannico. Un quarto mobilissimo vista la carriera di Dag Pike, campione ricco di successi.
Una volta sicuro del successo nella propria categoria (la MC1 per barche e motori di serie), l’equipaggio ha «macinato» molti avversari delle classi più veloci e si è portato in testa alla manifestazione a due tappe dall’arrivo. Il miracolo si è avverato e Blue Fpt ha chiuso da trionfatore la manifestazione, tra la sorpresa generale. Meno fortunata l’avventura dell’altra barca tricolore: Red Fpt, 14 metri e mezzo di lunghezza per un peso di 8.200 kg, equipaggiata con quattro sei cilindri Evolution. Si tratta dell’ultima generazione del turbodiesel 6.7 litri N67 450, capace di sviluppare 600 cv di potenza massima con una gestione totalmente elettronica e alimentazione common rail. Proprio a conferma che il Round Britain non è un gioco da ragazzi, è arrivato il ritiro di Red Fpt: nella prima tappa, lo scafo di Fabio Buzzi, ha subito un impatto devastante con il fondale, danneggiando gravemente la timoneria. I tecnici della Fb Design e i meccanici della Fpt hanno fatto un mezzo miracolo consentendo alla barca di portare a termine la seconda frazione, ma in quella successiva il danno si è propagato alle strutture di supporto delle trasmissioni (le famose Trimax), non più allineate dopo l’incidente.
Giusta la decisione di ritirarsi, sia pure con tanto rammarico da parte di Buzzi. «Ci tenevo a vincere nuovamente la manifestazione, vorrà dire che torneremo più forti la prossima volta», ha dichiarato l’Archimede della motonautica, nickname meritato per le sue geniali intuizioni. Lo attendiamo nuovamente sulla linea di partenza.