Fiat, Francia-Italia anche per il 50% di Fidis

L’accordo industriale per l’Auto riguarderà l’erede della nuova Bravo

Pierluigi Bonora

da Milano

La parola passa a Sergio Marchionne. Sarà l’amministratore delegato della Fiat a scegliere con quale partner condividere il futuro di Fidis, la finanziaria di credito al consumo di cui il Lingotto metterà in vendita il 50%. Senza dubbio a contare nella decisione che prenderà Marchionne sarà sia la portata dell’offerta avanzata dai gruppi bancari in corsa, sia la rete di distribuzione che il candidato è in grado di garantire. Ieri era l’ultimo giorno disponibile per depositare le varie offerte nella sede dell’advisor Goldman Sachs. I riflettori sono puntati in particolare su Bnp Paribas, attiva in Italia con Findomestic. Nella busta dei francesi ci sarebbe un assegno intorno al miliardo (il che comporterebbe per Torino una plusvalenza di circa 450 milioni). Ma anche le offerte di Mediobanca - presente nel settore dei finanziamenti con Compass e che avrebbe manifestato interesse solo per determinati pezzi della società -, SocGen e Crédit Agricole, che rispettivamente operano nel credito al consumo attraverso Agos e Fiditalia, non sarebbero distanti dai 1.000 milioni di euro. Non fa più parte della partita, come anticipato dal Giornale, Deutsche Bank. A questo punto parte il confronto diretto tra i quattro pretendenti con Marchionne, il quale dovrà valutare le opportunità di tipo finanziario e gestionale per la conclusione dell’operazione. La vendita del 50% di Fidis rappresenterà un buon affare per il Lingotto chiamato a esercitare un’opzione put sulla quota del 51% data in pegno nel 2003 alle banche per 370 milioni a un prezzo stimato intorno ai 420 milioni, incassando subito dopo più del doppio da chi si aggiudicherà la gara. Un buon affare si prospetta anche per il gruppo bancario vincitore visti i risultati positivi del credito al consumo nel nostro Paese (in dicembre trend al rialzo del 18,2 e del 16,3 per la sola componente bancaria, secondo uno studio dell’Osservatorio monetario).
Sui tempi necessari a valutare le offerte e a scegliere il vincitore non sono state fornite indicazioni ufficiali, ma è possibile che una decisione venga presa già dal consiglio di amministrazione della Fiat in programma il 24 luglio. In attesa che si dipani la matassa su Fidis, il titolo Fiat anche ieri si è mantenuto sopra quota 11 euro. Le azioni torinesi hanno chiuso la seduta a 11,05 euro con un rialzo dello 0,24% rispetto a mercoledì.
Nelle prossime ore, intanto, l’Acea diffonderà i dati sulle immatricolazioni in Europa delle case automobilistiche a giugno. Le prime anticipazioni indicano per Fiat Auto e Toyota i migliori risultati. Un motivo in più per dare un’ulteriore spinta alle azioni del Lingotto a Piazza Affari.
Notizie positive arrivano anche dal fronte delle agitazioni sindacali. Le attività del gruppo torinese, che nei giorni scorsi hanno subito interruzioni a causa degli scioperi organizzati dalla Cf Gomma, sono infatti riprese. C’è, infine, il capitolo accordi industriali. Entro il mese Marchionne dovrebbe svelare il nome del partner con il quale Fiat Auto condividerà il pianale del segmento C della prossima generazione di vetture, quelle che seguiranno alle nuove Fiat Bravo e Alfa 149. Sul numero oggi in edicola, infine, Panorama Economy ipotizza un ritorno di fiamma tra Fiat e Gruppo Audi nel settore dell’alto di gamma dopo il flop delle sinergie che avrebbero dovuto interessare i tedeschi e Maserati.