La Fiat Grande Punto più amica del borsellino grazie a Natural Power

Doppia alimentazione benzina e metano a partire da 12.300 euro. Autonomia di mille chilometri

da Torino

Il boom del prezzo del petrolio (ora per fortuna in calo) e le crescenti restrizioni al traffico dei veicoli più inquinanti soprattutto nelle grandi città hanno rilanciato la doppia alimentazione per le auto, con il gas metano o il gpl al fianco della benzina. Fiat si è fatta trovare pronta all’appuntamento, con le versioni Natural Power di Panda, Punto Classic, Multipla e Doblò. E ora estende la sua gamma che privilegia l’impiego del metano nientemeno che alla regina del mercato, cioè la Grande Punto. Un modello che dà una mano all’ambiente e l’altra al portafoglio, senza comportare quasi alcuna rinuncia. Lorenzo Sistino, responsabile di Fiat Automobiles, ha presentato la vettura nella suggestiva e coerente cornice del Parco nazionale «La Mandria», alle porte di Torino, uno dei siti dichiarati «Patrimonio dell’Umanità» dall’Unesco, sottolineando che «l’alimentazione a metano è oggi una scelta vincente in quanto ecologica, sicura, pratica ed economica».
Il rispetto dell’ambiente è assicurato dal drastico taglio delle emissioni: il 25% in meno di CO2, il 50% in meno di ossidi di azoto e il 99% in meno di composti aromatici rispetto al funzionamento a benzina, più il totale azzeramento del particolato rispetto al Diesel. Queste credenziali si traducono nel grande vantaggio di poter circolare sempre e ovunque, anche in caso di blocchi e nelle zone a traffico limitato dei grandi centri urbani. Ma è il fattore convenienza quello che sta mutando la propensione all’acquisto di molti automobilisti, tanto che in controtendenza con il resto del mercato le vendite di vetture a metano in Italia sono cresciute in maniera significativa nel 2007, con circa 60mila unità, hanno fatto registrare un ulteriore incremento del 25% nei primi 8 mesi del 2008 e - secondo le previsioni di Fiat - dovrebbero arrivare a 90mila unità a fine anno e salire ancora fino a circa 130mila nel 2009.
L’espansione è stata determinata in gran parte dalla casa torinese, leader assoluto con una quota dell’87%, grazie soprattutto al successo della Panda Natural Power, versione che incide ormai per circa il 30% delle vendite totali del modello. E ora con il «porte aperte» che continua anche oggi tocca alla Grande Punto. Sviluppata in un anno e mezzo con l’investimento di 25 milioni, la versione a doppia alimentazione viene proposta con il motore 1.4 Fire 8V da 77 cv a benzina e 70 a metano, già pronto per Euro 5, un cambio manuale a 5 marce e due allestimenti, Active e Dynamic. Grazie alla capacità di 84 litri delle due bombole nascoste sotto il pianale, può percorrere 310 chilometri nel funzionamento a metano che, in aggiunta a quelli garantiti dai 45 litri del serbatoio di benzina, portano l’autonomia totale oltre il traguardo dei 1.000 chilometri. A patto, ovviamente di potersi rifornire di gas naturale senza problemi. L’inadeguatezza della rete (a oggi 630 distributori concentrati nel Centro-Nord) rimane sotto questo profilo il principale ostacolo alla diffusione delle auto a metano, sebbene anche siano stati annunciati alcuni passi avanti: «105 impianti - ha annunciato il presidente di Federmetano, Dante Natali - sono in costruzione o in fase di collaudo, altri 40 sono in progetto lungo la rete autostradale e presto, grazie al decreto che ha autorizzato i multi dispenser, cioè gli erogatori alla stessa pompa del gasolio e della benzina, sarà più facile aprirne di nuovi».
Intanto, per convincere i potenziali clienti, la Grande Punto Natural Power fa valere il bassissimo costo del metano (il 60% in meno rispetto alla benzina e il 35% in meno rispetto al Gpl), che si traduce nella spesa di solo 12 euro per un pieno di gas e ancora di 28 euro per percorrere i 723 chilometri che separano La Mandria da Roma, contro 65 euro a benzina, 45 a gasolio e 42 a Gpl. Considerata la maggiorazione di prezzo di 3.250 euro rispetto alla stessa versione della Grande Punto a benzina, bisogna fare un po' di strada (circa 15mila chilometri) per cominciare a risparmiare veramente. Ma con gli incentivi statali (2mila euro più 800 per la rottamazione di una vecchia auto) la differenza quasi si annulla. E si riduce a zero con il prezzo promozionale di lancio, che Fiat indica in 12.300 euro.