Fiat, i licenziati: "Domani in fabbrica"

I tre operai di Melfi  reintegrati dal giudice, <a href="/economia/fiat_e_scontro_3_licenziati_state_casa/22-08-2010/articolo-id=468418-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>invitati dall'azienda a restare a casa</strong></a>, decisi a tornare in fabbrica. &quot;Lo ha ordinato il giudice con un decreto.
Se per l'azienda è carta straccia, se ne assume le
responsabilità&quot;

Roma - I tre operai di Melfi licenziati dalla Fiat e reintegrati dal giudice del lavoro, ai quali sabato é giunto il telegramma con cui l'azienda li invita a restare a casa, lunedì torneranno in fabbrica. "Ci presenteremo al nostro posto di lavoro", ha detto Giovanni Barozzino ai microfoni di SkyTg24 parlando anche a nome degli altri due lavoratori, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli. "Lo ha ordinato il giudice con un decreto. Se per l'azienda il decreto è carta straccia, se ne assume le responsabilità", ha aggiunto l'operaio. "Noi non siamo parassiti, vogliamo il nostro posto di lavoro. Cosa significa vi paghiamo lo stipendio?", ha chiesto Barozzino. Il Lingotto nel telegramma inviato sabato ha infatti fatto sapere che "non intende avvalersi delle loro prestazioni" pur rispettando gli obblighi contrattuali nei loro confronti, fino al 6 ottobre, data della prima udienza in cui sarà discusso il ricorso dell'azienda contro la decisione del giudice del lavoro che ha reintegrato i tre dipendenti.