Fiat incassa un’altra promozione da S&P

Gli analisti: "Il Lingotto ha dimostrato un’importante crescita degli
utili e miglioramenti operativi". In Borsa il titolo ritrova quota 21
euro

Milano - Standard & Poor’s ha rivisto al rialzo il giudizio di lungo termine su Fiat a «BB+» da «BB», un livello sotto l’investment grade, confermando quello a breve «B». L’outlook resta invece positivo. Sulla scia della decisione S&P ha anche alzato il rating sulla controllata Usa nella macchine agricole Cnh portandolo a «BB» da «BB», con outlook positivo. Per l’agenzia internazionale di rating la promozione e la conferma dell’outlook positivo riflettono i continui progressi nella profittabilità e nella generazione di cash flow nel corso degli ultimi trimestri, con un calo ininterrotto del debito.
«Fiat ha dimostrato un’importante crescita degli utili e miglioramenti operativi. Questi sono stati raggiunti attraverso un incremento delle vendite sostenuto dal successo dei nuovi prodotti», afferma in sostanza Standard & Poor’s. Nella nota firmata dall’analista Barbara Castellano si aggiunge anche che «per assicurarsi un aumento del rating nei prossimi due anni, Fiat deve dimostrare la sua capacità di sostenere il successo raggiunto con i nuovi modelli in un ambiente difficile e competitivo. I risultati del 2007, infatti, dovrebbero fornire la prima indicazione sul raggiungimento o meno dei miglioramenti nelle performance operative».
Al contrario, l’outlook potrebbe essere rivisto a stabile se le attività «automotive» dovessero affrontare un inaspettato peggioramento o se i risultati finanziari dovessero registrare un deterioramento rispetto ai livelli attuali.
Standard & Poor’s cita anche la crescita del 4,4% del profitto operativo nel primo trimestre dell’anno con le divisioni auto e camion che hanno dimostrato «i più significativi miglioramenti» con un aumento dei margini operativi, rispettivamente del 3,3% e del 6 per cento. Il debito industriale netto, ricorda ancora l’agenzia di rating, è sceso a 1,3 miliardi al 31 marzo contro gli 1,8 miliardi di fine 2006.
Il giudizio, comunque, continua a scontare la forte dipendenza di Fiat dal mercato italiano - che rappresenta il 40% circa dei volumi di vendita del gruppo nel segmento auto - e la sua limitata presenza negli altri Paesi dell’Europa occidentale anche se S&P ritiene che il Lingotto proseguirà nei suoi continui progressi nel settore auto e nel consolidamento della sua posizione nel Vecchio Continente.
A Piazza Affari, ieri, le azioni Fiat sono state oggetto di un rimbalzo del 2,31% a 21,28 euro, in sintonia con il comparto automobilistico in Europa.
Il titolo torinese, al pari di Ifil (più 1,71% a 8,22 euro) e Ifi (più 1,59% a 30,03 euro) non ha risentito delle vicende interne alla famiglia Agnelli, dopo l’azione di Margherita de Pahlen, figlia dell’Avvocato, verso Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfrid Maron, in qualità di mandatari e gestori del patrimonio personale di Gianni Agnelli, per ottenere un rendiconto dei beni oggetto dell’eredità.