Fiat, Marchionne apre il dossier Termini Imerese

Bene la Borsa (+1,6%) dopo le stime sulle vendite: quota di mercato al 31%

Pierluigi Bonora

da Milano

Sergio Marchionne ha aperto il dossier Termini Imerese. Dopo aver visitato lo stabilimento alle porte di Palermo, dove viene prodotta la Lancia Ypsilon, l’amministratore delegato della Fiat ha prima pranzato in mensa con gli operai e quindi incontrato i sindacati. La fabbrica siciliana, nonostante i buoni risultati raggiunti a livello di qualità produttiva, continua a essere la spina nel fianco del gruppo a causa dei costi eccessivi. Il problema da risolvere è, quindi, soprattutto logistico.
Marchionne ha assicurato ai sindacati che la Ypsilon sarà realizzata a Termini Imerese fino alla primavera del 2009, ponendo così un’incognita sul futuro dell’impianto. Il messaggio rinnovato alle autorità è chiaro: «Gli interventi infrastrutturali - ha ammonito il numero uno della Fiat - vanno fatti subito, non si può aspettare il 2008». Il Lingotto, in pratica, sollecita le istituzioni a trovare rapidamente il modo di rendere più economico il trasferimento dei materiali per e dallo stabilimento. Preoccupati, ovviamente i rappresentanti dei lavoratori: «Ci è stato annunciato - ha spiegato il segretario della Fiom di Termini, Roberto Mastrosimone - che i due nuovi modelli del segmento B, la futura Lancia Ypsilon e l’Alfa Romeo Junior, saranno assegnati a Melfi e Mirafiori. Questo mette in grave difficoltà il futuro della fabbrica in quanto gli altri modelli previsti dal piano industriale hanno potenzialità produttive non sufficienti per il rilancio del sito». Alla fine di quest’anno le Lancia Ypsilon prodotte in Sicilia saranno in totale 81mila.
Buone notizie, invece, dalla Borsa dove le azioni Fiat hanno ripreso vigore: più 1,6% a 14,70 euro. A fare impennare il titolo è stata la stima del Centro Studi Promotor secondo cui «Fiat Auto chiuderà il 2006 con il 31% del mercato italiano». La previsione è infatti più ottimistica rispetto a quella di Marchionne (30% l’obiettivo confermato dall’amministratore delegato durante il recente incontro con analisti e investitori).
È da notare che lo scorso anno la quota del gruppo di Mirafiori era del 27%, circa un punto meno rispetto al 2004. Per il direttore del Csp, Gian Primo Quagliano, intervenuto con il presidente di Promotor, Alfredo Cazzola, alla presentazione milanese del Motor Show di Bologna (dal 7 al 17 dicembre in Fiera), alla fine dell’anno le immatricolazioni complessive di auto in Italia ammonteranno a 2,33 milioni, in aumento di 100mila unità sul 2005.
«Da valutare - ha aggiunto Quagliano - resta però l’impatto delle disposizioni fiscali contenute nella manovra, in particolare a proposito del bollo, dell’introduzione di possibili incentivi alla rottamazione e della tassazione sui veicoli aziendali». Il mercato italiano, è stato comunque sottolineato, il 31 dicembre risulterà migliore di quello americano e giapponese, entrambi in calo, e di quello europeo che segna il passo e si trova sui livelli del 2005.