Fiat, Marchionne: "Mettiamo via il pessimismo"

L'ad del Lingotto parla agli azionisti: "La Fiat è pronta ad affrontare le trasformazioni. Giocheremo un ruolo da protagonisti". Pomigliano? "Per ora produrrà tutti i modelli". Montezemolo: "Segnali positivi. Con gli incentivi riduciamo la cassintegrazione"

Torino - Dopo mesi e mesi di difficoltà la Fiat può guardare al futuro con ottimismo. E' il segnale che qualcosa sta cambiando e che la scelta del governo di aiutare il settore - mediante gli ecoincentivi - è servito a dare quella boccata d'ossigeno che serviva a superare la crisi internazionale. "Quello che possiamo garantire a tutti voi è che la Fiat è pronta" ha detto agli azionisti del Lingotto l’ad Sergio Marchionne. E' pronta ad affrontare le trasformazioni perché ha abbracciato da tempo la sfida del nuovo e, a differenza di molti altri, non deve aspettare che sia una crisi a imporre la cultura del cambiamento come una necessità".

"Giocheremo un ruolo da protagonisti" "Siamo pronti a trovare metodi sempre più efficienti per abbassare i fattori di rischio associati all’attività d’impresa. Siamo pronti a fare il primo passo per mettere ordine in un mercato confuso e per giocare un ruolo da protagonisti. Il nostro obiettivo è di fare tutto il possibile per salvaguardare i nostri marchi, i nostri business il nostro modo di gestione".

"Mettiamo da parte il pessimismo" Marchionne ha osservato che "la Fiat di oggi ha la capacità e la determinazione per far fronte alle prossime sfide e per proseguire nella costruzione di qualcosa di nuovo e duraturo". "Mi sembra che possiamo affrontare il futuro con umile e determinata soddisfazione - ha commentato il presidente, Luca Cordero di Montezemolo, prima di dare la parola ai soci - e mettere da parte il troppo pessimismo".

Verso il risanamento economico La Fiat prevede di chiudere il 2009 con un risultato della gestione ordinaria oltre un miliardo di euro. "Nonostante le difficoltà del quadro economico internazionale - ha detto Marchionne - confidiamo di poter raggiungere il target annunciato per il gruppo per l’intero anno, superiore a un miliardo di euro di trading profit. Siamo convinti - ha affermato l’ad Fiat- che, a livello economico e mondiale, stiamo ormai toccando i punti più bassi".

Serve una razionalizzazione "Il primo grande problema con cui l’industria dell’auto deve fare i conti è quello della sovracapacità produttiva. La necessità di una razionalizzazione è evidente. La Fiat - ha aggiunto Marchionne - non vive fuori dal mondo. I problemi che gravano sugli altri costruttori sono gli stessi che dobbiamo affrontare anche noi. A livello globale, è quanto mai necessaria una seria ristrutturazione di questa industria, se vogliamo portarla a un livello di sosteniblità economica".

I dividendi "Abbiamo deciso di non distribuire i dividendi - aggiunge l'ad - per ragioni di prudenza finanziaria, la Fiat era nelle condizioni di pagarli. Non appena tornerà la normalità nei mercati finanziari, riprenderemo a distribuirli".

L'accordo con Chrysler "Se dovesse andare in porto l’accordo con Chrysler - aggiunge Marchionne - potrà portare grandi benefici alla nostra azienda. L’alleanza non comporterà per Fiat alcun investimento di cassa nè impegni a finanziare Chrysler in futuro e non contempla alcuna assunzione, da parte del gruppo, del debito attuale o futuro della società americana. Si basa su una logica di reciproco interesse, che prevede l’ingresso Fiat nel capitale Chrysler, oltre alla possibilità di avere accesso a nuovi mercati.

Pomigliano produrrà tutti i modelli Lo stabilimento di Pomigliano continuerà per ora a produrre i modelli che già produce, mentre per i prossimi anni si vedrà". Marchionne ha poi chiarito che l’assetto produttivo degli impianti del gruppo non è in discussione. "Malgrado la crisi di mercato, non abbiamo messo in discussione l’assetto produttivo degli stabilimenti".

Montezemolo: primi effetti positivi I primi buoni risultati per il mercato dell’auto dovuti all’introduzione degli incentivi "sono già visibili a marzo". Lo ha detto il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, aprendo l’assemblea di bilancio. "Gli aiuti diretti ai costruttori concessi da diversi governi - ha detto - hanno alterato i principi della normale concorrenza, crendo sperequazioni inaccettabili. Dove invece sono stati dati incentivi al mercato i risultati sono molto buoni e Fiat ha saputo approfittarne. In Italia, in virtù delle decisioni del governo, che vogliamo ringraziare, tutta la filiera dell’auto sta vedendo i primi effetti positivi". Fiat "sta cogliendo bene questa opportunità - aggiunge - i primi buoni risultati per il mercato visibili già a marzo ci permettono di ridurre anche se solo parzialmente il ricorso alla cassa integrazione, con effetti positivi anche per i nostri lavoratori".

Mirafiori, niente cig per una settimana Grazie al buon andamento degli incentivi auto la Fiat ha annullato la settimana di cassa integrazione a Mirafiori dal 30 marzo al 5 aprile. Resta invece confermata la seconda settimana di cassa integrazione, dal 6 al 10 aprile, per i 3.500 lavoratori dei vari settori dello stabilimento torinese. La cassa interesserà anche, come previsto, nelle prime due settimane di aprile, circa 3.000 impiegati degli Enti Centrali di Mirafiori. Intanto il presidente del Lingotto fa sapere che stanno arrivando i primi segnali della ripresa del settore auto, grazie agli incentivi varati dal governo. 

Straordinari a Melfi Per far fronte alla domanda della "Grande Punto" a metano, la produzione nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat avverrà sabato prossimo, 28 marzo, in straordinario sul primo e sul secondo turno, che iniziano alle ore 6 e alle 14. L’azienda lo ha comunicato poco fa ai sindacati. La scelta relativa a sabato prossimo è in continuità con quanto avviene già dal 28 febbraio scorso. Il segretario regionale della Basilicata della Fiom-Cgil, Giuseppe Cillis, ha spiegato che il sindacato ha chiesto alla Fiat, "in caso di ulteriori volumi di produzione, di creare nuova occupazione riassumendo i lavoratori interinali lucani licenziati. Alla fine del 2007 - ha concluso Cillis - furono 350 i lavoratori lasciati a casa".