Fiat, Marchionne prepara un’altra svolta

Accelera Cnh: da gennaio crescono ricavi (+5%) e profitti (+65%)

Pierluigi Bonora

da Milano

I dati del primo trimestre di Fiat Group che Luca di Montezemolo e Sergio Marchionne annunceranno in mattinata non faranno altro che confermare il ritrovato smalto della divisione Auto (i più ottimisti prevedono un utile operativo di 50 milioni e una chiusura d’anno superiore a 210 milioni) e lo stato di buona salute dell’americana Cnh. Quest’ultima, in particolare, ha visto nel trimestre ricavi e profitti in aumento, rispettivamente, del 5% (da 2,8 a 3,1 miliardi di dollari) e del 65% (43 milioni). Intanto, quasi ultimato il risanamento dell’azienda, al management che oggi affronterà l’assemblea degli azionisti in una posizione di forza rispetto al passato, si presentano le prossime sfide del Lingotto.
L’incontro con Psa. Fari puntati soprattutto su Fiat Auto, risalita al 31% di quota mercato in Italia ad aprile, e sui nuovi accordi che Marchionne sta cesellando. L’11 maggio l’amministratore delegato della Fiat, insieme al numero uno di Psa Peugeot Citroën, Jean-Martin Folz, comunicherà i termini della rinnovata intesa sui furgoni prodotti alla Sevel di Val di Sangro. I due gruppi collaborano anche sul fronte dei monovolume, in questo caso sfornati a Sevel Nord, in Francia. Dall’incontro si attendono dettagli anche a questo proposito. Per ora si sa che nei piani italiani l’Ulysse III sarebbe previsto nel 2009. Tutto tace, invece, per un’eventuale Lancia Phedra III e sugli altri modelli degli alleati storici d’Oltralpe. Si starebbe valutando se puntare, per la futura generazione, su modelli dalle caratteristiche diverse, per esempio più vicini ai grossi «crossover» (wagon-monovolume).
Accordo a luglio. E il nuovo accordo sul quale Marchionne e il suo delfino Alfredo Altavilla stanno lavorando? «Nel portafoglio di Fiat - dice al Giornale un osservatore - non è presente un vero Mpv (Multi purpose vehicle) del segmento C, lacuna parzialmente coperta dalla Multipla. Quando nei prossimi anni la Multipla sarà sostituita e Torino introdurrà un Mpv è possibile immaginare un’estensione dell’alleanza con Psa, già operativa ora su Ulysse, Phedra, 807 e C8. L’accordo potrebbe essere allargato a un terzo partner, come Ford, con l’obiettivo di ottenere economie di scala simili a quelle di Renault, visto che Mégane Scénic può contare su un volume medio annuo di 320mila pezzi. Un’altra area scoperta per gli italiani è quella dei Suv (Sport utility vehicle) di dimensioni maggiori rispetto alla Sedici, prodotta con Suzuki in Ungheria. In questo caso i potenziali compagni di viaggio vedrebbero in pole position la stessa Suzuki o un altro costruttore di 4x4. Fiat porterebbe in dote il proprio know-how soprattutto a livello di motori». Il nuovo accordo, dunque, potrebbe essere stretto con uno degli alleati attuali (Psa, Ford, Suzuki) e l’annuncio sarebbe previsto in luglio, a ridosso della semestrale. Sia Ford sia Psa, del resto, sarebbero alla ricerca di una piattaforma su cui sviluppare le nuove C-Max e Citroën C3 Mpv previste tra il 2009 e il 2010.
Obiettivo Asia. L’assemblea Fiat di oggi darà l’assenso all’ingresso nel consiglio torinese del magnate indiano Ratan Tata, dal quale Marchionne si aspetta un importante sostegno nella campagna d’Asia avviata dal gruppo. Da seguire, poi, è anche la vicenda che vede il colosso cinese Saic pronto a mettere le mani sulla Nanjing - società in joint venture con Torino - a sua volta interessata a ricomporre ciò che rimane della britannica Rover. Dall’esito dell’operazione Saic-Nanjing potrebbe dipendere il futuro assetto di Fiat Auto in Cina. Anche l’altro colosso Chery avrebbe manifestato però simpatie per Torino.
Scommessa Stilo. Con la nuova Stilo (che però non si chiamerà più così), in vendita da febbraio, la Fiat cercherà di far dimenticare lo scarso successo del modello attuale e i flop precedenti: Bravo & Brava (benino solo la prima), Tipo (un fuoco di paglia) e Ritmo. La Stilo di oggi ha pagato l’iniziale posizionamento sbagliato, quello di una simil-Golf. Con la nuova, che chi ha visto descrive come una maxi-Punto, la Fiat vuole riprendere una fetta consistente del segmento di mercato più importante in Europa.
«Punto» e a capo. L’effetto Grande Punto continua a dare soddisfazioni al Lingotto. Bisogna comunque sottolineare che un buon quarto delle vendite riguardano ancora la vecchia Punto (a marzo 26mila consegne tra quella nuova e la precedente, in pratica la versione più economica della gamma), modello che prima o poi andrà in pensione. Cosa succederà quando sarà deciso lo stop alla produzione? Oltre alla Peugeot 207, al debutto, Torino dovrà fare i conti anche con altre rivali agguerrite, come le nuove Opel Corsa (realizzata sulla piattaforma Punto) e Ford Fiesta.
Alfa al bivio. Il potenziale del marchio è incredibile, ma il mercato, finora, ha deluso. La lunga vita della 156 e l’avvio stentato della 159 (a parte la mancanza di motori adeguati, l’errore commesso è stato di voler competere alla pari con Bmw) hanno inciso sulla domanda. L’arrivo della Sportwagon e la maggior offerta di motori stanno facendo recuperare posizioni alla 159, in attesa della 149 che sarà sviluppata sulla piattaforma migliorata della «stanca» 147.