Fiat Melfi, c’è l’accordo sui diciassette turni Si tratta sulla domenica

Azienda e sindacati firmano sulla settimana «tipo». Alle donne la possibilità di non lavorare di notte. Ora l’ultimo braccio di ferro

Pierluigi Bonora

da Milano

È un accordo a metà quello che Fiat e sindacati hanno raggiunto l’altra sera sui turni di lavoro a Melfi, lo stabilimento lucano che produce la Grande Punto. L’intesa riguarda soltanto l’organizzazione del lavoro durante i 17 turni, quelli che escludono la domenica. Un passo avanti importante, comunque, nei rapporti tra azienda e organizzazioni di categoria in vista del round decisivo che si terrà nei primi giorni della prossima settimana. Ancora da sciogliere, infatti, è il nodo del diciottesimo turno, con inizia alle 22 di domenica, che la Fiat chiede di svolgere fino ad aprile per far fronte alle richieste del nuovo modello provenienti dai vari mercati. Rispetto all’iniziale rifiuto, i sindacati sembrerebbero ora orientati a cercare un «accordo ponte» unito a una gratifica in busta paga. Resta da vedere, se il negoziato percorrerà questa strada, quale posizione assumerà la Fiom-Cgil. La direzione dell’azienda, in pratica, potrebbe strappare un sì ai metalmeccanici, ma solo in cambio di una sorta di «una tantum» in busta paga e di un accorciamento del periodo di validità del 18° turno. Di certo, però, è che anche domenica prossima le linee di montaggio della Sata di Melfi non funzioneranno.
La nuova organizzazione del lavoro durante i 17 turni sarà sottoposta ora al giudizio dei dipendenti. «Il punto più importante - spiega al Giornale Antonio Zenga, responsabile Fim-Cisl per la Basilicata - riguarda la disponibilità dell’azienda a permettere alle donne di scegliere se lavorare o meno nei turni di notte. Nel caso l’operaia decidesse di restare a casa, non percepirebbe ovviamente l’indennità prevista. Da quando lo stabilimento è stato aperto, questa intesa con l’azienda rappresenta il fatto più rilevante». L’accordo siglato l’altra sera a Potenza prevede per gli operai impegnati su tre turni: una settimana lavorativa a 6 giorni e una a 4, con due giorni consecutivi di riposo (primo e secondo turno); una settimana con 5 giorni in fabbrica dalle 22 del lunedì sera alle 5 e 30 del sabato mattina (terzo turno). «Il documento sottoscritto con la Fiat mette fine a una struttura di turni nata con lo stabilimento di Melfi - ha aggiunto il segretario nazionale della Fim-Cisl, Bruno Vitali - e in questo senso possiamo definire storica la firma che cancella permanentemente la domenica come giornata di lavoro». I progressi compiuti nella vertenza e la possibilità che la prossima settimana la situazione a Melfi - in questo momento l’impianto più importante nella strategia di rilancio di Fiat Auto - si sblocchi del tutto, non hanno scaldato il titolo torinese.
Ieri, in Borsa, l’azione Fiat ha ceduto lo 0,34% a 7,41 euro, mentre all’indomani dei risultati di bilancio, Ifil ha lasciato lo 0,99% (a 3,702 euro) e Ifi, nel giorno della semestrale, ha segnato un calo dello 0,77%, a 13,009 euro.