Fiat, nel 2009 cassa integrazione massiccia

Nel 2009 il gruppo Fiat farà un ricorso ancora più massiccio alla cassa integrazione. Punto fermo della strategia che l’amministratore delegato Sergio Marchionne adotterà per far fronte alla crisi rimane quello di adeguare la produzione negli stabilimenti in base alla domanda del mercato. E considerato che, stime Unrae alla mano, il primo trimestre 2009 ha tutte le credenziali per essere il peggiore dell’anno (l’ipotesi è che in Italia il mercato dell’auto crolli, tra gennaio e marzo, del 25%) le fermate delle linee di assemblaggio saranno frequenti. Tra gli impianti del gruppo torinese a soffrire di più saranno quelli dove vengono sfornati i modelli più datati. In cima alla lista c’è la fabbrica di Pomigliano d’Arco, in Campania, che ospita le linee delle Alfa 147, 159 e Gt (la catena di montaggio è ferma per assenza di ordini), mentre la produzione di una parte di Fiat Bravo è stata molto al di sotto dei piani. In effetti la grande fabbrica alle porte di Napoli, rinnovata completamente nei mesi scorsi dopo un lungo periodo di chiusura, continua a essere l’anello debole. La nuova Alfa 149 (o Milano) - cioè l’erede della 147, sul mercato ormai da otto anni - è stata dirottata a Cassino, la MiTo viene prodotta a Mirafiori, mentre per la gamma 159, prodotta dal 2006 a Pomigliano, non ci sono per ora novità se non un leggero restyling nei prossimi mesi. «Siamo fortemente preoccupati - afferma Gerardo Giannone, segretario dei Comunisti italiani all’interno della fabbrica - perché da Torino non arrivano informazioni sul futuro del sito. Attendiamo notizie anche dalle istituzioni locali». Per Pomigliano il Lingotto ha deciso di prolungare lo stop fino al 9 febbraio (è la sosta più lunga rispetto agli altri impianti) e, vista la situazione, non è escluso che la chiusura temporanea dei cancelli sia allungata. Anche il piano prodotti del gruppo, a parte poche eccezioni (gamma Fiat a gas all’inizio del 2009, 500 Cabrio, Alfa 149 - o Milano - e Doblò) è in stand by. Nulla è stato ancora deliberato sul rinnovamento della Grande Punto, previsto tra novembre e dicembre, che potrebbe slittare all’inizio del 2010, come del resto è stato già deciso per la nuova Lancia Ypsilon, destinata a Termini Imerese (Palermo).
La Cgil chiede intanto a Marchionne «trasparenza» dopo le sue ultime dichiarazioni sulla necessità di aggregazioni. «Sono messaggi non tradotti - afferma all’Agi il segretario confederale Susanna Camusso - che lasciano incertezza. Il modo in cui l’ad ha indicato questo ragionamento sulle fusioni fa pensare a una possibilità di penalizzazione dell’Italia».