Fiat, obiettivo India: vendere 70mila auto entro il 2010

Oggi la quota è di 2.800 vetture Con Tata si punta a rafforzare la capacità produttiva fino a toccare le 130mila unità In Borsa il titolo recupera ancora

da Milano

Tempo un paio di anni e i robusti tassi di crescita economica dell’India si rifletteranno anche sul mercato dell’auto, dove le vendite dovrebbero raddoppiare toccando quota due milioni. Ed è proprio il 2010 la data fissata da Fiat per raggiungere nel Paese asiatico la cifra di 70mila vetture vendute, un salto notevole rispetto all’attuale livello di penetrazione, pari a circa 2.800 unità.
«Da oggi la Fiat si mette in gioco sul mercato indiano», ha annunciato ieri Alfredo Altavilla, senior vice presidente del Business Development del Lingotto, giunto al Salone dell’auto di Nuova Delhi al posto dell’influenzato Sergio Marchionne. «Non stiamo cercando di ottenere una grossa quota di mercato in India - ha aggiunto Altavilla -, ma puntiamo a diventare premium nel segmento dell’auto». Per tagliare il traguardo, Fiat si avvarrà dell’appoggio di Tata, con cui ha varato nel 2006 una joint-venture che ha già consentito la riapertura dello stabilimento di Ranjangaon, l’impianto da cui esce la Palio, con un investimento congiunto di 650 milioni di dollari. L’alleanza dovrà però ora moltiplicare gli sforzi per garantire entro il prossimo biennio un aumento della capacità produttiva sia per quanto riguarda motori e cambi (obiettivo 350mila «pezzi»), sia per le auto (130mila unità). Sforzi necessari per sostenere il lancio di quattro nuovi modelli, destinati a circolare entro fine 2008 sulle strade indiane: si tratta della Linea (che potrebbe prendere il posto della Palio) e della Grande Punto, che usciranno da Ranjangaon, e delle Cinquecento e della Bravo, che saranno invece importate a pezzi, rispettivamente da Italia e Polonia, e poi assemblate.
Per ora non ci sarebbero progetti con Tata per sviluppare o costruire nuove vetture. Tata sarà impegnata nel lancio della «people car», che sarà la protagonista di questo car show. Oggi il patron Ratan Tata toglierà il velo dalla prima «low cost» del mondo sotto gli obiettivi della stampa mondiale. Dalla Ford alla Renault si è innescata una corsa a disegnare le mini car che motorizzeranno l’India e anche l’intera Asia. La Fiat, che non ha nessun tipo di coinvolgimento nell’auto da 100mila rupie (2.500 dollari), per ora non sembra interessata a mettersi in gara. «Porteremo la Cinquecento in India perché è un simbolo del nostro marchio, ma i prezzi saranno simili a quelli europei e si tratta di un prodotto completamente diverso dalla mini car della Tata».
In Borsa continua intanto il lento recupero di Fiat dopo la batosta di venerdì scorso (meno 7%). Grazie anche a un report di Ubs, che ha rivisto la raccomandazione da neutral a buy, il titolo ha guadagnato lo 0,61%.