Fiat, pronto il decreto anticrisi

L’intervento da 200 milioni prevede incentivi per chi accetta il reimpiego

da Milano

«Potrebbe interessare anche la Fiat», secondo il ministro del Welfare, Roberto Maroni, la proposta di decreto legge per le imprese in difficoltà in Sardegna e Abruzzo esaminata ieri dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento è stato però rinviato alla prossima settimana perchè «non c’era Tremonti - ha spiegato Maroni - e costa almeno 200 milioni. Nei prossimi giorni prenderò contatti con Fiat per vedere se può essere interessante anche per loro e penso che il provvedimento sarà approvato mercoledì o giovedì della settimana ventura». Il decreto prevede un «programma di protezione» per i lavoratori che accettano il reimpiego attraverso le strutture pubbliche e private specializzate in questo campo, e disincentivi per quanti invece lo rifiuteranno. In caso di impossibilità al reimpiego, inoltre, è previsto l'«accompagnamento alla pensione». Su Fiat è intervenuto anche il segretario Ds, Piero Fassino, che sul numero di Panorama in edicola, dice sì alla mobilità lunga chiesta dal Lingotto per gli esuberi, bocciata dal ministro Roberto Maroni: «Se noi fossimo al governo, la daremmo», conclude. Da Bruxelles, intanto, il presidente del Lingotto, Luca Cordero di Montezemolo, ribadisce che «l'obiettivo della Fiat è di avere una quota di mercato del 30% in Italia», dopo i brillanti risultati conseguiti a gennaio. Sul fronte europeo invece, ha spiegato Montezemolo, «miriamo a continuare il consolidamento e la crescita» che hanno portato la Punto ad «essere la macchina più venduta in Europa». E Fiat è sulla buona strada per realizzare il suo progetto, secondo Emmauel Bulle, director dello european industrial team di Fitch. Il target di immatricolazioni fissato per la Grande Punto di 360mila unità «è facilmente raggiungibile», sostiene Bulle in un’intervista all’agenzia Il sole-24 ore Radiocor: Fiat «è molto impegnata - aggiunge - in alleanze selezionate commerciali e produttive a livello mondiale, in Europa, India e in Cina. Questo è un fattore molto positivo».
Bulle ha poi definito «improbabile» nel breve termine un cambiamento del rating di Fiat dopo che, il 20 gennaio scorso, fitch ha alzato l'outlook del Lingotto da «negativo» a «stabile». «Dobbiamo valutare i risultati legati alle iniziative prese da Marchionne e non solo per Fiat Auto, ma anche per Cnh e per Iveco», ha spiegato Bulle. A Piazza Affari il titolo Fiat ha chiuso in calo dello 0,61 %\