Fiat, referendum Bertone "E' un plebiscito per il sì" I consensi quasi al 90%

Dopo che anche la Fiom si è schierata a favore del sì consensi schiaccianti per il piano Marchionne: nelle nuove officine automobilistiche Grugliasco verrà prodotta la Maserati, con lo stesso contratto di Pomigliano

Grugliasco - Schiacciante vittoria del sì al referendum alla ex Bertone, oggi officine automoblistiche Grugliasco, acquistate da Fiat nel 2009. È appena terminato lo scrutinio per il referendum alla ex Bertone. I sì sono stati 886 e i no 111, le schede nulle 10, le bianche 4. Dopo il 64,4% di Pomigliano e il 54% (soffertissimo) di Mirafiori, anche il referendum delle officine ex Bertone di Grugliasco si è concluso con un sì. Questa volta, però, con i delegati Fiom schierati per il sì (su 1087 lavoratori, 741 sono iscritti ai metalmeccanici Cgil), è stato un plebiscito: quasi il 93% l’affluenza alle urne (1.011 dipendenti, comprese un centinaio di tute blu in distacco alla Sevel di Val di Sangro in Abruzzo, su 1.087 aventi diritto) e una schiacciante maggioranza di sì. Perché l’accordo fosse approvato erano necessari 506 voti favorevoli.

Il piano Marchionne Le Rsu delle "officine automobilistiche Grugliasco" - che con il sì pilotato hanno evitato lo scontro ai cancelli - firmeranno dunque il piano Marchionne che porterà in fabbrica (in cassa integrazione da sei anni) uno stanziamento di oltre 500 milioni di euro e soprattutto la produzione della Maserati. La proposta della Fiat, illustrata per la prima volta ai sindacati il 15 febbraio, prevede l’applicazione a Grugliasco dello stesso contratto di Pomigliano, con il massimo utilizzo degli impianti, il graduale passaggio ai 18 turni, fino a 120 ore di straordinario ulteriori rispetto a quelle del contratto, la governabilità dello stabilimento con regole per contenere l’assenteismo e per l’esigibilità degli accordi.