Fiat regala alla Bravo il gioiello dei Multijet già pronto per l’Euro 5

Due opzioni: 105 cavalli (subito) e 120, a marzo. Cambio a 6 marce Ridotti costi, consumi ed emissioni

da Torino

Gli standard della futura normativa Euro 5 non sono ancora ufficialmente definiti in ogni dettaglio, ma non c’è bisogno di disporre della boccia di cristallo per intuire che saranno estremamente stringenti, come dimostrato dalle tensioni fra l’industria automobilistica europea, nella sua globalità, e l’autorità di Bruxelles in merito al limite di emissioni di anidride carbonica. Fiat ha affrontato la sfida con grande determinazione e competenza, in particolare nel settore diesel, in cui è tra i leader tecnologici mondiali.
Come già con i motori a benzina, anche con i diesel la soluzione immediatamente accessibile è apparsa essere quella del down-sizing, cioè della riduzione della cilindrata, compensata, sul piano prestazionale, da una massiccia dose di soluzioni tecniche estremamente avanzate. Questa strada prometteva anche di dare puntuale risposta all’esigenza, per quanto molto meno pressante, di completare la gamma dei turbodiesel Fiat con un’unità di cilindrata intermedia tra il 1.3 Multijet e il classico 1.9 Multijet. È nato così il nuovo 1.6 Multijet che, basato sul blocco 1.9 litri debitamente alleggerito, ne esalta ulteriormente tutta la leggendaria affidabilità ma, soprattutto, ne trae qualità prestazionali e di compatibilità ambientale di grande rilevanza. I tecnici Fiat hanno sviluppato una termodinamica decisamente innovativa per un turbodiesel che, infatti, vanta valori record sia di potenza specifica che di coppia specifica (a chi ne mastica diciamo che alesaggio e corsa qui hanno misure quasi identiche, mentre la tecnica tradizionale predilige che la corsa abbia un valore della corsa sostanzialmente maggiore). Il nuovo 1.6 Multijet è proposto con due livelli di potenza, 105 e 120 cv, cui corrispondono valori di coppia massima che rivaleggia con quelli di propulsori al limite dei 2 litri: 29,5 e 30,5 kgm, rispettivamente, e soprattutto realizzati a un regime di rotazione di soli 1.500 giri, circa 500 in meno rispetto alla maggioranza dei turbodiesel attuali.
A fronte di tali valori di assoluta eccellenza, ambedue le edizioni del nuovo Fiat 1.6 Multijet fanno registrare un consumo medio di soli 4,9 litri ogni 100 chilometri ed emissioni di Co2 inferiori a 130 g/km, valore questo che qualifica il nuovo 1.6 Multijet per gli incentivi alla rottamazione. Primo modello a beneficiare delle piacevolezze del nuovo turbodiesel Multijet Fiat è Bravo, modello strategico primario, che si batte ai massimi livelli nel segmento C. Bravo 1.6 Multijet esordisce in questi giorni sul mercato italiano con la versione da 105 cv, proposta a prezzi che vanno, secondo esecuzione, da 18.730 a 21.030 euro. Attorno a marzo arriverà Bravo 1.6 Multijet da 120 cv, con prezzi che andranno da 19.730 a 22.030 euro.
Abbiamo avuto l’occasione di provare Bravo 1.6 Multijet nella versione più potente ed è stato un piacere scoprire un propulsore così dotato, non solo in potenza pura, ma soprattutto in coppia ed elasticità. Riprendere da soli 1.000 giri in qualsiasi delle 6 marce del cambio manuale (arriverà anche una versione automatica-robotizzata dello stesso) è normale ma, poi, sorprende l’«impennata» in cui il motore si esibisce a partire dai 1.500 giri. Affrontare il tortuoso valico del Colle della Maddalena con la nostra Bravo è stato entusiasmante perché, oltre al suo nuovo potente turbodiesel, Bravo vanta sempre un assetto di autotelaio di tutto rispetto per bilanciamento, precisione di risposta allo sterzo e competenza della taratura delle sospensioni. A proposito, fermi restando i limiti di velocità, la punta massima qui raggiunge i 200 orari e l’accelerazione 0-100 si brucia in 10 secondi. «Lo sviluppo sostenibile è un valore importante per il gruppo Fiat - ha ricordato Lorenzo Sistino, capo del brand torinese - e con Bravo abbiamo fatto un nuovo passo avanti in questa direzione. Sono stati ridotti costi, consumi ed emissioni». Secondo Harald Wester, responsabile ingegneria del gruppo Fiat, «nessun diesel della categoria, nemmeno tra quelli di ultima generazione, possiede un’erogazione di coppia così elevata a un regime di giro tanto basso».